L'armonia universale in quell'amore infinito

Il Vangelo di questa Domenica si apre con le parole "Se mi amate...". È anzitutto la richiesta di Gesù di poter dimorare in quel "luogo" fondamentale dell'essere umano che si chiama cuore. Una richiesta ove risuona altresì impetuoso il "Se...". Qui sta tutta l'umiltà della richiesta: nessun obbligo, ma piena libertà dell'uomo di accogliere Gesù. All'umiltà ed alla libertà della richiesta fa da contrappeso la fragilità dell'uomo che deve scegliere se accettare o rifiutare. Una dialettica semplice ma che allo stesso modo, nella sua immediatezza, sembra per molti difficile da comprendere e praticare. Viviamo in tempi difficili in cui si moltiplicano gli scontri e le contrapposizioni su più livelli, tempi in cui sembra smarrirsi il senso religioso e si sta diffondendo l'opinione che il cristianesimo sia un qualcosa di faticoso e opprimente da vivere. Ecco perché c'è bisogno di testimoniare la bellezza di essere cristiani e di vivere secondo il Vangelo ed il comandamento dell'amore. Questo il punto di partenza: "Se mi amate osserverete". L'amore permette di accogliere con fiducia i comandamenti di Gesù. Quali sono? Si tratta forse dei 10 comandamenti? Oppure di un elenco di norme comportamentali? Di nozioni? No. Il Cristianesimo non è né un moralismo né un "sistema intellettuale": il Cristianesimo è un "incontro", una storia d'amore, di comunione con una persona viva e presente "perché io vivo e voi vivrete". È la vita di Gesù che dobbiamo imitare, e questo significa amarlo e amare il Padre: "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui". E Gesù mostra di essere consapevole della fragilità ed al contempo della difficoltà nel mettere in pratica il suo messaggio, per questo promette "io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità". Sarà infatti grazie allo Spirito Santo che quei discepoli, dapprima confusi e attoniti, prenderanno coscienza di cosa significhi la Resurrezione di Gesù nella loro vita e per la loro missione: lo Spirito li condurrà a cogliere il senso profondo di ogni cosa. Lo Spirito "Consolatore" sorregge, conforta, da speranza a chi deve misurarsi con gli ostacoli nel percorso della vita, esso è un dono concesso gratuitamente per amore e per chi vive nella fede, una luce sul cammino dell'uomo: "Non vi lascerò orfani". Orfano è un termine che rimanda alla "separazione", alla "morte". Ma Gesù è con noi "io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi". Quest'ultima grandiosa immagine è eloquente e generatrice di speranza: Gesù è tutt'uno con il Padre, nella gloria di quel Dio "Uno e Trino", ma anche l'uomo, che sta in comunione con lui, diventa un tutt'uno con Dio. Ecco quell'amore infinito e quell'armonia universale che attendono l'uomo che ama, con fiducia e pazienza, per l'eternità. * Azione Cattolica Interparrocchiale di San Sebastiano Curone