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PAVIA L'Arsenale, il Pgt e i conti senza l'oste La sera del 16 aprile al collegio Valla si è tenuto un incontro organizzato dall'Arsenale Creativo (chi è di Pavia sa di che si parla). Il fatto che un gruppo di giovani si impegni per la salvaguardia di una vasta zona centrale di Pavia adiacente al Ticino dove sorgeva, su un'area di 150mila metri quadrati, lo stabilimento del Genio militare sembra degno d'attenzione nel plumbeo grigiore della politica pavese. La sorpresa positiva è stata una folta partecipazione di pubblico (raccogliere 150-200 persone in questa città per un appuntamento di tal fatta è un successo). La sorpresa negativa è stata la passerella dei candidati sindaci intenzionati a sfrattare dal Mezzabarba il sindaco Cattaneo, che da parte sua si è ben guardato dal presenziare a una assemblea dove sapeva a priori di non poter raccogliere voti. Hanno detto tutti, assessore in carica Galandra compreso (ma non in rappresentanza del sindaco), quello che il pubblico voleva sentirsi dire. L'area (fluviale e soggetta a limiti) deve restare alle amministrazioni locali e a disposizione dei cittadini. Qualsiasi cosa venga fatta avrà un carattere di pubblica utilità. Con alcuni immediati distinguo, però. Beh! Qualche abitazione privata può pure starci. Se no dove si prendono i soldi? Comunque l'area al momento è ancora di proprietà demaniale e l'intenzione del ministero dell'Economia è venderla (non necessariamente al miglior offerente, ché si sa come lo Stato finisca sempre con il privilegiare i soliti noti quando si privatizza e si dismettono beni pubblici). E in effetti l'Amministrazione comunale in carica si è portata avanti varando un piano regolatore che prevede in loco la costruzione di palazzi lungo il fiume per oltre 1700 abitanti. Tra gli intervenuti c'è stato chi ha prospettato la possibilità di una variante al Pgt, chi invece già si è fatto promotore di un ricorso per inammissibilità del Pgt stesso direttamente Capo dello Stato. Sullo fondo i desiderata di questo e di quello: negli edifici ristrutturati dell'ex caserma collochiamo le scuole, il tribunale, la biblioteca, cinematografi e ristoranti, impianti sportivi e chi più ne ha ne metta. Conti senza l'oste, considerando che tutto è in alto mare e tra gli aspiranti sindaci presenti le chance per detronizzare il telegenico sindaco uscente, il più amato d'Italia, sono pochine. Fabrizio Garlaschelli 25 aprile, il caso Non sono d'accordo con il vostro titolo di domenica "25 Aprile, la piazza torna a spaccarsi". La spaccatura, se c'è, è tra chi ha memoria storica e chi non ne ha o la stravolge. Il 25 Aprile da sempre è celebrato come festa della Liberazione dal fascismo e dal nazismo. Quindi in piazza a celebrare questa ricorrenza dovrebbero esserci i vecchi e i nuovi resistenti, antifascisti e antinazisti. La proposta di far parlare il generale Magnani che antifascista non è certo, ma semmai nostalgico di Salò, è una grave provocazione che non solo l'Anpi ma tutti i cittadini di buona memoria non possono accettare. Il sindaco di Pavia si dichiara non responsabile della scelta. Ci si chiede quante cose avvengono in città a sua insaputa e chi è che lo informa o non informa... Io andrò in corteo il 25 dietro lo striscione dell'Anpi (a cui sono iscritta), andrò in Chiesa e a deporre la corona dei caduti ma non sono certamente disposta ad ascoltare le parole false di chi stravolge la Storia vera. Marta Ghezzi