Broni, allarme giovanili: «Collaborazione o crolla il movimento»
BRONI In attesa della ripresa del campionato (il 16 marzo contro Ariano Irpino), Andrea Achilli, direttore sportivo della Omc Broni, guarda al futuro e si preoccupa. Mancaun settore giovanile ed è difficile accordarsi con altre realtà del territorio per risolvere il problema. Non va dimenticato che c'è la seconda squadra, denominata Mc Basket, che sta disputando un eccellente campionato Promozione, infatti è seconda, ma alle spalle manca un bacino d'utenza. «Non avere le giovanili è delittuoso – spiega il direttore sportivo –, perché la pallacanestro senior dovrebbe essere la derivazione di quello che gli sta dietro. Nella mia prima esperienza all'interno della società, dal 1993 fino alla seconda stagione in serie A2, siamo riusciti a formare un settore giovanile di livello, con tutte le squadre, dal mini basket in avanti. Un settore giovanile che è arrivato a tre finali nazionali in categoria Bam, oltre a diverse finali interzona. Questo dice di una piccola realtà come Broni, che era riuscita a catalizzare l'attività giovanile della zona. Nel momento in cui mi hanno richiamato, 5 anni fa, mi sono trovato in una situazione totalmente diversa». La nostra provincia è in difficoltà nel settore basket femminile: «Ci sono solo due formazioni, che non appartengono neppure alla stessa categoria. - continua il ds –. Ci sono delle scuole minibasket, ma non riescono a lanciare un settore giovanile. Poi c'è un muro di gomma che abbiamo trovato quando abbiamo fatto delle proposte alle altre società. E' imperante la mentalità della protezione del proprio orticello. Se ci sono quattro persone con ortaggi diversi, preferiscono mangiare il loro tutta la vita, piuttosto che fare un'insalata. Ci sono diverse squadre under 13 o under 14 in cui le ragazze giocano con i maschi, perché le società non trovano un accordo. Continueremo a provarci, a cercare di sfondare questo muro di gomma». La Omc paga la presenza di pochi dirigenti: «L'impegno che richiede una squadra senior come la nostra, - dice Achilli - non permette di trovare il tempo per dedicarsi solo alle giovanili. Siamo in 5-6 persone, a volte sembriamo dei criceti che corrono in una ruota. Cercheremo ancora di fare qualcosa, ci abbiamo provato e continueremo a provarci». Franco Scabrosetti