Brega, i giudici negano perizia sui casi di omicidio
PAVIA La Corte di Assise di Milano ha negato la richiesta di una perizia super partes avanzata dalla difesa di Pier Paolo Brega Massone, il medico pavese a processo per omicidio volontario in relazione alla morte di quattro pazienti e di lesioni. La richiesta, che è stata esaminata nell'udienza di ieri, riguardava una perizia su tutti i casi al centro del processo e l'acquisizione di una consulenza già eseguita in una causa civile a carico di Brega. Consulenza che ha di fatto escluso errori da parte del medico nell'intervento a una paziente, operata per un nodulo al seno. Questo stesso caso è tra quelli al centro del processo in corso, e per questo la difesa aveva chiesto che la consulenza potesse entrare a far parte degli atti a disposizione dei giudici. I quali, però, hanno ritenuto di poterne fare a meno. «Una conclusione che ovviamente non condividiamo, visto che si tratta di questioni molto tecniche – spiega l'avvocato di Brega, Luigi Fornari –. L'accusa e la difesa sono arrivate a conclusioni molto diverse e quindi solo una perizia disposta dai giudici poteva chiarire i fatti». Ieri l'imputato, con una dichiarazione spontanea, ha ricostruito i 400 interventi eseguiti dal 1995 al 2002 spiegando il significato di drenaggi e altre terapie praticati ai pazienti e definendo «inconcepibili» le accuse. «Sono solo un medico – ha dichiarato Brega –, e posso solo cercare di fare guarire la gente e non uccidere i pazienti». Nel processo in corso è stata revocata la costituzione di parte civile dei familiari di un paziente morto in seguito a un intervento. La famiglia, infatti, è stata risarcita con 300mila euro dall'ex clinica Santa Rita (dove operava Brega) che nel dibattimento è responsabile civile. A questo punto, i pubblici ministeri di Milano prenderanno la parola per la requisitoria nelle udienze fissate per il 10 e il 12 marzo prossimo. Quindi, toccherà alle difese. La sentenza dovrebbe arrivare in primavera. (m. fio.)