Stamina, «tentata truffa» Vannoni va a processo

di Milena Vercellino wTORINO Il caso Stamina approda nelle aule di giustizia con l'accusa di tentata truffa alla Regione Piemonte: Davide Vannoni, il fondatore del controverso metodo di cura con cellule staminali, è stato rinviato a giudizio ieri mattina dal gup di Torino Luca Del Colle per la richiesta di un finanziamento di 500mila euro che sarebbe servito ad aprire un laboratorio nel 2008. Si aprirà il 3 aprile, data dell'inzio del processo, la nuova tappa della vicenda Stamina, dopo le processioni di malati, i video promozionali che mostravano presunte guarigioni, gli appoggi politici, l'autorizzazione alla sperimentazione decisa dal Parlamento; poi i casi di malori di pazienti, le denunce, le prese di posizione di esperti di staminali e società scientifiche, la bufera mediatica sollevatasi dopo che l'autorevole rivista scientifica "Nature" in un articolo pubblicato a dicembre ha smontato il "metodo Stamina", denunciandolo come frode scientifica. Nel 2008 Vannoni, attualmente presidente di Stamina Foundation, chiese il finanziamento alla Regione Piemonte per svolgere una non meglio precisata «Attività promozionale per la conoscenza delle cellule staminali» attraverso un'altra società di cui era socio, Medicina rigenerativa, con sede nel sottoscala di un palazzo del centro di Torino. I fondi furono dapprima concessi, ma la Regione fece dietrofront in extremis, quando la delibera per il finanziamento era già stata firmata e protocollata. Secondo il pm Giancarlo Avenati Bassi, che ha chiesto il rinvio a giudizio di Vannoni, l'attività dello psicologo torinese mancava di requisiti scientifici; la fondazione Medicina rigenerativa non era ancora iscritta nel registro delle onlus e il comitato scientifico indicato da Vannoni non si era mai riunito. Il legale di Vannoni, Roberto Piacentino, aveva chiesto la prescrizione del reato, affermando che la richiesta di finanziamento risale al 2007 o, in subordine, l'assoluzione, dato che il rifiuto della Regione di concedere i fondi è del 2008. La difesa ha aggiunto di non avere chiesto il patteggiamento né il rito abbreviato. Vannoni, che ieri non era presente in aula, ha diffuso una nota in cui commenta il rinvio a giudizio: «Speravo che la vicenda si risolvesse già oggi, vuol dire che dimostreremo in dibattimento la mia innocenza. Sono assolutamente sereno». Poi annuncia battaglia: «Stanno cercando in tutti i modi di fermarci, ma non abbandoniamo i pazienti: ci sono 150 persone in lista di attesa che hanno diritto di curarsi con Stamina. La nostra battaglia è per loro». Per Vannoni i guai giudiziari potrebbero essere soltanto all'inzio: il rinvio a giudizio di ieri per tentata truffa è un filone secondario della vicenda Stamina; quello principale, su Stamina Foundation, che riguarda l'attività della fondazione e di cui è titolare il sostituto procuratore Raffaele Guariniello, è ancora in fase di indagine e potrebbe chiudersi con il rinvio a giudizio di Vannoni e di altre 19 persone. Intanto, il 3 febbraio scorso la direzione regionale del Piemonte dell'Agenzia delle Entrate ha emanato un dispositivo di cancellazione dall'anagrafe delle onlus di Stamina Foundation. ©RIPRODUZIONE RISERVATA