lo scontro politico

ROMA «Dirò domani in Parlamento (oggi n.d.r.) quello che ho da riferire. Sono molto serena e anche molto stanca ma ho grandissima fiducia nella magistratura». Il ministro dell'Agricoltura ostenta sicurezza ma la sua poltrona è sempre più in bilico. Dopo le ultime intercettazioni che riguardano l'inchiesta sulla Asl di Benevento messe in onda dal Tg5 e alla vigilia dell'attesissimo intervento alla Camera in cui il ministro dovrà dare spiegazioni, si riaccende infatti il fuoco amico degli alleati di governo. Il deputato renziano Angelo Rughetti lascia da parte le formule diplomatiche e chiede, senza giri di parole, la testa del ministro. «Non è normale che si convochino nella propria abitazione gli amministratori pubblici. Ascolteremo domani (oggi n.d.r.) le ragioni del ministro De Girolamo. Se non ci convincerà siamo pronti a votare la mozione del Movimento 5 Stelle per le dimissioni». Il caso De Girolamo è «motivo di imbarazzo» anche per Pippo Civati, che auspica spiegazioni «convincenti». Ma a sparare alzo zero è anche e soprattutto Scelta civica. «Io sono dell'avviso che quando un ministro crea imbarazzo al governo di cui fa parte dovrebbe valutare l'opportunità di dimettersi» attacca Stefania Giannini che di Scelta civica è il segretario. E anche il portavoce dei montiani, Benedetto Della Vedova, va giù pesante: «Il nostro auspicio è che il ministro possa valutare le dimissioni come atto doveroso». Un po' più morbida è la posizione del capogruppo di Scelta civica a Montecitorio, Andrea Romano: «Attendiamo i chiarimenti in aula e su quella base valuteremo l'atteggiamento da seguire in sede istituzionale». Parole che autorizzano il ministro a ipotizzare un'improbabile spaccatura tra i montiani: «Romano ha detto cose differenti rispetto alla signora Giannini. Io faccio fede a ciò che ha detto il capogruppo. Per me conta il partito per intero, non una posizione personale ...». La poltrona del ministro, insomma, traballa sempre di più anche perché a difenderla sono solo i parlamentari del Nuovo centrodestra. «Bisogna avere una cultura garantista a 360 gradi. In politica dobbiamo difendere De Girolamo come Faraone (fedelissimo di Renzi finito nello scandalo delle spese pazze della Regione Sicilia n.d.r.) perché non si può fare una differenza tra un caso e l'altro» dice il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello. E Barbara Saltamartini (deputato Ncd) vede un'operazione di discredito costruita a tavolino: «Appare sempre più evidente che la vicenda che coinvolge il ministro De Girolamo ha i contorni di un vero e proprio complotto che la vede ingiustamente tirata in ballo». Quanto all'esposto contro presunti abusi nelle registrazioni, il Garante della Privacy, Antonello Soro, rispedisce al mittente l'accusa di inerzia «che non c'è» e spiega perché: «È singolare la confusione che si sta facendo tra una trascrizione abusiva, e come tale illecita, e una registrazione di conversazione tra presenti, allo stato lecita, almeno fino a diversa decisione del legislatore».(g.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA