New York, si apre l'era del sindaco De Blasio
di Andrea Visconti wNEW YORK Un capodanno come mai in passato per Bill De Blasio. I botti di mezzanotte a Times Square non avevano ancora finito di illuminare il cielo di New York che De Blasio stava già diventando ufficialmente il nuovo sindaco della città. Con una piccola cerimonia intima davanti alla sua modesta abitazione di Park Slope, a Brooklyn, il successore di Michael Bloomberg ha preso in mano le redini della più grande metropoli americana. Ha prestato giuramento al cospetto di Eric Schneiderman, massimo esponente giudiziario per lo stato di New York, seguendo la tradizione che prevede che il sindaco inizi il suo mandato di quattro anni il primo giorno dell'anno nuovo. Al giuramento di mezzanotte ha fatto seguito dodici ore dopo una pomposa cerimonia davanti a City Hall, l'ottocentesco edificio che ospita il municipio di New York accanto al ponte di Brooklyn. In una giornata gelida, quando la temperatura era sotto zero e le previsioni del tempo minacciavano il peggio, cinquemila newyorkesi - fra politici, dignitari e cittadini comuni - hanno partecipato alla cerimonia di investitura che segue di due mesi le elezioni di novembre quando a stragrande maggioranza gli elettori di New York hanno votato De Blasio sindaco. Il giuramento è avvenuto a mezzogiorno di ieri alla presenza dell'ex presidente Bill Clinton che, a seguito di una consolidata amicizia con De Blasio, si era impegnato a condurre la cerimonia ufficiale d'investitura. Accanto a Clinton c'era la moglie Hillary che secondo molti sta ancora meditando la scalata alla Casa Bianca e che probabilmente vede conveniente un'alleanza politica con il sindaco democratico di New York. Bisogna risalire infatti a due decenni fa per trovare un altro democratico a occupare la poltrona di sindaco nella città più ricca e influente degli Stati Uniti. Allora era l'afro-americano David Dinkins (De Blasio ha lavorato nella sua amministrazione) a cui fece seguito per otto anni il repubblicano Rudy Giuliani e nei dodici anni successivi l'indipendente Bloomberg. Quest'ultimo esce di scena molto amato dai newyorkesi ma accusato di aver diviso questa metropoli in due città, una di ricchi bianchi a Manhattan e una di minoranze meno abbienti negli altri quattro distretti. Il liberal De Blasio invece propone un'agenda politica aperta alle esigenze delle classi meno fortunate. E' in quest'ottica che ha messo insieme una squadra di governo composta di donne, giovani, neri e ispanici. Tutti gli occhi ad esempio sono sull'ispanica Carmen Farina, scelta per dirigere il dipartimento per l'istruzione. Il suo obiettivo quello di ribaltare le politiche di Bloomberg e ottenere migliori risultati dalle scuole pubbliche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA