Riva: «Il vero basket tra i bimbi»
di Stefano Romano wPAVIA «Il talento, certo. Ma nel basket è la passione che fa la differenza. Senza la passione non vai in palestra un'ora prima dell'allenamento per lavorare da solo con il coach. E se non lavori tanto, più degli altri, non raggiungi i livelli più alti». Cesare "Cece" Riva, 39 anni fra 10 giorni, ha fatto una scelta di passione: ha chiuso (per ora) con i senior e si dedica anima e corpo alle giovanili. Vent'anni fa ha iniziato ad allenare le giovanili di Pavia, poi il salto in prima squadra: prima vice coach di De Raffaele con Pavia in Lega2, e successivamente a Casalpusterlengo al fianco dei coach Calvani e Sacco e infine Lottici. Nel 2012, sempre a Casalpusterlengo, l'incarico da primo allenatore con il compito di traghettare la squadra alla Lega Silver. «Non è andata bene – allarga le braccia Cece Riva –. I risultati sono stati quelli che sono stati, e così ho chiuso con l'Assigeco. In estate mi ha chiamato Aldo Di Bella e mi ha chiesto se gli davo una mano con la scuola basket di Here you can. Ho detto sì, e dopo le delusioni dei senior ho ritrovato la cosa più bella del basket: l'entusiasmo». L'entusiamo, tanto per dare qualche cifra, è quello dei 580 bambini e ragazzini di Here you can: dai 5 anni del primo approccio, fino agli 11 degli Esordienti che si preparano a lasciare il minibasket. «Contiamo di raggiungere quota 600 l'anno prossimo – racconta Riva –. Lavorare con loro mi rigenera: il primo compito è trasmettere la passione, poi insegnare il basket». Passione: è una parola che ritorna. Ma cos'è la passione? «E' la base – risponde Riva –. Posso parlare di Alberto Chiumenti che ho avuto quattro anni a Pavia e poi a Casalpusterlengo: il giorno prima del mio matrimonio era con me in palestra a lavorare in individuale. O di Bruno Cerella che oggi è all'Olimpia e che ricordo in palestra regolarmente un'ora prima dell'allenamento per lavorare da solo. Posso parlare di Danilo Gallinari: un grande talento, certo, ma affinato con un lavoro sovrumano. Il talento è fondamentale, ma senza il lavoro non è niente. Lavoro e passione: la ricompensa è veder migliorare, giorno dopo giorno i giocatori e le squadre». Meglio le giovanili dei senior? E qual è la differenza? «Tornerò ad allenare i senior un giorno – aggiunge Riva –. Intanto però tento di trasmettere passione ai miei ragazzi. Nei senior, prima di tutto viene il risultato: è il risultato che fa la differenza. Non dico è che è un bene o un male: è così e basta. Ma lavorare con i giovani dà qualcosa in più: la possibilità di far crescere talento e passione». Torniamo ai grandi: che Pavia vede in Dnb? «Una bella squadra che sta facendo un buon lavoro e sta entrando nel cuore dei tifosi. Una squadra che valorizza i giocatori pavesi: ci sono, è giusto valorizzarli». Ma chi vince il campionato? «Sono costretto a fare una previsione?». Sì. «E' molto equilibrato ma in testa vedo Tortona o la Fortitudo».