Porte bloccate, salta la fermata
SANNAZZARO Il treno della 19,28, da Pavia ad Alessandria, arriva puntualmente in stazione a Sannazzaro; ma alcuni passeggeri restano «prigionieri» dell'ultimo dei tre vagoni del convoglio: le porte automatiche del treno, infatti, non si aprono. I pendolari, dopo essersi resi conto che non era un problema di tempi d'apertura, ma di vero e proprio un guasto meccanico non hanno fatto in tempo a raggiungere un'altra uscita. Il treno si è rimesso in moto e i viaggiatori sono stati pertanto costretti a proseguire la corsa. Ed eccoli velocemente cambiare il vagone, raggiungere uno sportello funzionante e posticipare così la loro discesa alla stazione successiva di Ferrera. Ma la loro "prigionia", seppur per motivi diversi, continua: il treno stavolta rallenta in stazione, ma inspiegabilmente non si ferma. Ed allora il viaggio "forzato" del gruppo di pendolari di Sannazzaro è proseguito sino alla fermata di Lomello, dove finalmente il tremo fa la dovuta sosta, consentendo ai cinque malcapitati utenti di poter finalmente "toccare terra". Da Sannazzaro a Lomello sono poi partiti alcuni damiliari in automobile per riportare a casa, dopo un viaggio suppletivo di mezz'ora, i malcapitati pendolari. Una disavventura che una dei passeggeri commenta: «Trovare porte che non si aprono e finestrini che non si abbassano sono ormai una norma. Noi abbiamo avvisato il capotreno del grave disguido ma non siamo certi che il guasto verrà ora rimosso. Stasera o domani toccherà a qualcun altro fare la nostra fine, ci scommettiamo». Non solo guasti, ma anche altri disagi sulla linea ferroviaria. A Sannazzaro, ai trenta convogli pendolari che percorrono la tratta della bassa Lomellina, si aggiungono i treni-merci in entrata ed in uscita dalla Raffineria Eni. Ed i tre passaggi a livelli che tagliano in due il nucleo urbano (quelli di via Erbognetta, viale Italia e viale Loreto) si abbassano circa quaranta volte al giorno, nell'arco di 14 ore di attività ferroviaria. «Ma il problema – dicono alcuni automobilisti al Bar Portone, locale che si affaccia sul rettifilo diretto al passaggio livello di viale Italia – non è solo la frequenza, ma anche la durata di chiusura delle sbarre. Si sono toccati record negativi di 25 minuti di blocco stradale». Ed anche il sindaco Giovanni Maggi si è rivolto più volte a Rte esponendo il problema delle chiusure prolungate delle sbarre e minacciando «di non poter intervenire se qualche automobilista esasperato finirà con l'organizzare, per protesta, il blocco dei binari». Paolo Calvi