Trasloco dell'asilo no della Fondazione

ROVESCALA Non si placano le polemiche dopo la proposta del Comune di Rovescala di spostare in paese l'asilo nido, che ora si trova a San Damiano al Colle. Dopo il botta e risposta tra le due amministrazioni, ora a contrastare il trasferimento è la fondazione "Luisa Rossi Gè", che gestisce l'asilo nido. Al consiglio di amministrazione non è piaciuta la lettera che il sindaco di Rovescala, Andrea Portinari, ha inviato alle famiglie dei bambini che frequentano la struttura, evidenziando alcune problematiche che sorgerebbero con il permanere della scuola nella sede attuale, e ribadendo la volontà dell'amministrazione di chiederne il trasferimento. «L'asilo funziona molto bene – afferma il presidente della fondazione e viceparroco di Stradella, don Cristiano Orezzi –. Offriamo un servizio di qualità, apprezzato dalle famiglie. Non vedo la necessità del cambiamento di sede». Sono 27 i bambini che frequentano l'asilo e, come sottolineato nella lettera, circa i due terzi di questi arrivano da Rovescala. «È un dato relativo – prosegue don Orezzi – perché il rapporto può cambiare. Ad esempio a San Damiano i nati nel 2012 sono già 12. Inoltre non penso che l'asilo a Rovescala garantisca la continuità sociale come sostiene il sindaco, visto che molti bambini di San Damiano, finito l'asilo, andranno a scuola a Montù». Dello stesso avviso è anche Paola Brandolini, vicesindaco di San Damiano e membro del cda dell'asilo. «Portinari sostiene che ci sia stato un rincaro del buono pasto, per permettere di coprire i costi di gestione; cosa che non avverrebbe a Rovescala, dove le spese per l'immobile andrebbero a carico del Comune. In realtà non c'è stato alcun rincaro». Ma il vero motivo dietro alla decisione di spostare l'asilo, secondo la Fondazione, sarebbe un altro. «Il sindaco di Rovescala rischia di chiudere le scuole per mancanza di numeri. Con l'asilo riuscirebbe a salvarle», conclude don Orezzi. (o.m.)