Sannazzaro, cadono tegole chiusa San Bernardino
A Dorno è stato rinnovato il comitato di gestione dell'asilo nido: tra i vari rappresentanti scelti e rinnovati ogni anno il gruppo viene composto dal sindaco, dal coordinatore dell'asilo, ma anche da genitori, rappresentanti del personale, sindacati e membri del consiglio comunale. Per il nuovo anno scolastico l'assemblea dei genitori ha nominato Elisa Ruvioli, Roberto Braga e Lara Merli quali propri rappresentanti nel comitato di gestione che vanno ad aggiungersi agli altri responsabili precedentemente incaricati. SANNAZZARO Dalla settecentesca chiesa di San Bernardino le tegole inclinate stanno lentamente scivolando verso i pluviali metallici fissati alle grondaie. Nella zona frontale della chiesa, dove i canali di raccolta delle acque piovane non ci sono, le tegole potrebbero anche finire a terra. Da qui la decisione da parte del parroco, don Gianluca Zagarese di chiudere cautelativamente la chiesa (è stata aperta al culto sino alla fine del mese scorso) e di chiedere al comune di provvedere a transennare l'intero fronte che si affaccia sul piazzale esterno, dove il traffico potrà transitare da via Roma, via Incisa, via Veneto e via Pasubio solo evitando l'area antistante la chiesa. Ieri mattina la zona di accesso al tempio è stata isolata. «Che la situazione fosse precaria – commenta don Zagarese – lo si poteva constatare già guardando dal basso le linee perimetrali della copertura. Davanti all'entrata e nella zona del campanile, sono stati trovati alcuni residui di tegole cadute a terra. La certezza della pericolosità è stata appurata la passata settimana, quando abbiamo fatto ripulire, in vista dell'inverno, i pluviali laterali colmi di terriccio ed erba». La situazione è apparsa preoccupante, tale da richiedere la posa delle prime misure di sicurezza. Il parroco aggiunge: «Ho informato la Curia vigevanese che potrà provvedere, attraverso una perizia, a valutare l'entità del pericolo ed, eventualmente, avvalersi di possibili azioni di tutela della parrocchia». Secondo le verifiche effettuate la scorsa settimana, le tegole stanno lentamente scivolando dall'alto verso le gronde per l'eccessiva pendenza della copertura e per una possibile inadeguatezza dei cosiddetti "ferma coppi". Sul tetto sono diverse le tegole ritrovate rotte e smosse dalla loro posizione originale; la carta catramata sottostante non reggerebbe poi il peso della copertura stessa. Per rifare l'opera (eseguita soltanto nell'autunno del 2006) sui circa mille metri quadrati di copertura, serviranno non meno di 120mila euro. E don Gianluca Zagarese ammette: «Alla Curia il compito di verificare eventuali inadempienze sulle opere del passato. Per noi il problema è diventato impellente. Isolare le aree a rischio è cosa fatta; ora si devono trovare le risorse e gli aiuti necessari per salvare il nostro San Bernardino». Si allunga quindi l'elenco degli edifici di culto lomellini che hanno bisogno di interventi di consolidamento, ristrutturazione o manutenzione. Paolo Calvi