Varata «Mare Nostrum» Obiettivo: salvare vite
ROMA Pattugliamenti triplicati, controlli dal cielo, droni, elicotteri con visori notturni, cinque navi in mare e in campo anche la San Marco. E' un dispiegamento di forze ingenti quello che da oggi sorveglierà il canale di Sicilia, fino al limite delle acque libiche e maltesi per evitare altre stragi di migranti e salvare il maggior numero di profughi possibile. L'operazione «Mare Nostrum» varata ieri dal Governo sarà un 'operazione «militare umanitaria» che anticipa l'Europa, ha detto il premier Enrico Letta. «Perché per noi è intollerabile che il Mediterraneo sia un mare di morte», ha aggiunto il premier che come il suo omologo maltese conta di ottenere concreto aiuto dal vertice Ue sull'immigrazione in programma per la prossima settimana. Ma nell'attesa che l'Europa si muova, si muove l'Italia, ha detto Letta. Impossibile aspettare. «Noi siamo di fronte ad un cambio epocale dell'immigrazione e questo impone un cambio radicale di normativa e di approccio a livello europeo e nazionale. Ma non possiamo aspettare i tempi delle istituzioni e del Parlamento europeo quando di mezzo ci sono vite umane», ha ripetuto ieri Letta a chi gli chiedeva se la Bossi Fini sia da abolire. «Dobbiamo agire subito», ha rimarcato il premier mentre la Lega continua a tuonare. Da qui il varo immediato della missione Mare Nostrum. L'obiettivo è portare il soccorso più vicino ai porti di partenza delle carrette del mare, in modo da evitare altre vittime. Il ministro della Difesa Mario Mauro ha sottolineato che «per la prima volta verrà usata una nave-anfibia, la San Marco, operativa dal 18 ottobre». Si tratta di una nave dotata di capacità ospedaliere, elicotteri e grandi spazi interni per il ricovero dei naufraghi. Ci saranno poi altri pattugliatori, fregate, elicotteri con visori notturni ad infrarossi e i droni, gli aerei senza pilota che consentiranno di avere la massima sorveglianza nell'ampio tratto di mare interessato dalle rotte dei migranti. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano si è detto convinto che l'operazione «avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa di fare impunemente traffico di esseri umani». Quanto alla copertura economica, i costi paiono ancora incerti. Attualmente, ha ricordato Mauro, «spendiamo un milione e mezzo di euro al mese» per la sorveglianza ed il soccorso in mare; «e potenziando il dispositivo si spenderà di più». Ma si eviteranno altri costi e l'operazione si finanzierà «con i bilanci dei rispettivi ministeri», ha assicurato Alfano. (n.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA