Inglesi per due settimane la sfida di 165 studenti

VOGHERA «Abbiamo imparato a cavarcela da soli in inglese». Gli studenti del liceo Galileo Galilei raccontano soddisfatti quale sia stata la maggiore conquista dopo l'esperienza in Inghilterra che li ha visti coinvolti per quattordici giorni dall'11 al 25 settembre. In totale 165 alunni hanno partecipato ad uno stage linguistico a Winchester e a Romsey. Ogni studente viveva con una famiglia e circa 60 ragazzi hanno svolto un'esperienza lavorativa presso ditte inglesi e incontrato rappresentanti del mondo accademico, oltre che trascorrere una giornata a Londra e a Oxford o Cambridge. Davide Baldi al pomeriggio era in un negozio da barbiere: lo studente aiutava il proprietario in piccoli lavoretti. «Non era molto vicino a dove stavo – racconta -, ma dopo il primo giorno non ho avuto problemi. Le persone che entravano parlavano un po' veloce, io chiedevo di scandire bene e riuscivo a rispondere». Alessandra Martignoni prima ha fatto esperienza in un ufficio lingue di una scuola, poi in un negozio di giocattoli. «Da soli abbiamo dovuto cavarcela – racconta – i primi giorni è stato difficile, poi è andata meglio. Ho avuto modo di parlare con tante persone, una sera siamo usciti con la prof». I ragazzi e le ragazze sono stati accompagnati da nove docenti, alcuni di lingua inglese ed altri di diverse discipline, coinvolti nella metodologia d'insegnamento Clil (che prevede l'utilizzo di una seconda lingua per l'apprendimento di contenuti relativi a diverse materie, come storia, scienze, arte ed altre). Gli alunni, divisi in quattro gruppi hanno frequentato anche corsi di lingua inglese e svolto attività culturali nelle città dell'Humpshire. Il progetto, coordinato dai docenti di lingua inglese del liceo, è stato curato da «I viaggi di Tels» di Pavia, in collaborazione con English Naturally di Winchester. «Io ero in una caffetteria ed è capitato di servire le persone ai tavoli: capivo quando parlavano», racconta Alessandro Di Carlo. Per Francesca Fattori l'impatto è stato forte. «All'inizio è stata dura – dice - , ho parlato molto con il mio tutor di origine coreana: mi è servita come esperienza sia dal punto di vista lavorativo che per la lingua». «Io ero in un negozio di abbigliamento elegante – interviene Nicola Borin – non entrava tanta gente, ma ho legato con gli altri inservienti e il responsabile». L'ottico in cui ha fatto esperienza Laura Garavani era in centro a Winchester. «Era semplice arrivare e davanti c'era il ritrovo degli studenti – ricorda – accoglievo i clienti e ho imparato alcuni termini specifici». Marco Quaglini