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PAVIA Sono stimati oltre 300 miliardi di euro i patrimoni esteri di contribuenti italiani – mentre, secondo dati OCSE, sono mille i miliardi che mancano ogni anno all'Europa a causa di contribuenti che approfittano dei "paradisi fiscali". Occorre coniugare lotta all'illegalità e agevolazioni al rientro dei capitali "in ombra". A questi temi è stato dedicato un convegno organizzato dall'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Pavia, Voghera e Vigevano, dall'Università di Pavia e dal Collegio Borromeo, sede dell'incontro.Dallo stato delle cose all'analisi dell'evoluzione degli strumenti di contrasto all'evasione. Dalla stretta voluta dal G8, un decalogo che esorta i paesi rifugio alla cooperazione e allo scambio di informazioni, all'intenzione europea di ricorrere dal prossimo gennaio a uno schema simile allo statunitense Fatca. Che prevede l'impegno degli intermediari finanziari che operano nei Paesi firmatari a segnalare la presenza di clienti Usa: uno strumento che gode dell'assenso dell'Asb, l'Associazione bancaria elvetica. A parlarne, Eduardo Ursilli (direttore regionale Agenzia delle entrate), Vittorio Emanuele Falsitta (Università Europea, Roma), Raffaello Lupi (Tor Vergata, Roma) e Francesco Greco (Procura di Milano), moderatore Paolo Benazzo (Università di Pavia). E Attilio Befera e Marco Di Capua, direttore e vicedirettore dell'Agenzia delle Entrate, Michele Rinaldi di Kpmg, Antonio Martino, capo dell'Ucifi, e Laura Zaccaria, responsabile Direzione norme e tributi Abi. Manuela Di Paola