«Montebolone pulito solo a metà, mancano anche i marciapiedi»

L'ingresso in via Scagliona è obbligatoriamente lento: il cartello impone il limite di 10 chilometri all'ora. Difficili da rispettare alla lettera. La zona conta una decina di case, tutte su un lato della strada. L'altro è occupato dalla Sabbie Sataf che sul suo piazzale ha un grande traffico di camion. Attorno ci sono i boschi del parco del Ticino. Dal piazzale si può proseguire solo a piedi o in bici lungo il ponte della Vernavola. Lì si sta realizzando la pista ciclopedonale del Ticino che segue in quel tratto la via Francigena. I proprietari delle villette chiudono imposte e tapparelle prima di andare al lavoro, una ha esposto il cartello: «Zona videosorvegliata». Dietro le case un'altra ciclopedonale porta direttamente alle scuole e alla chiesa di Montebolone. Un tempo Scarpone e via Scagliona erano sotto la parrocchia di San Leonardo, ma da una decina d'anni fanno capo a Montebolone. di Linda Lucini PAVIA «Gli spazzini arrivano solo al bar Pavia, dopo viale Cremona diventa uno schifo come se qui abitassero cittadini di serie B. Eppure la Tares la paghiamo come gli altri. Qui manca tutto, persino il marciapiede. Non parliamo poi del collegamento Adsl che pare impossibile da avere». A parlare è Stefano Amante fruttivendolo che da 30 lavora in viale Cremona. Qualche altro residente fa notare che quando arrivano i camion che lavano le strade a quell'altezza alzano le spazzole fino alla piazzola del capolinea del 3. In effetti l'erba sul ciglio della strada cresce alta, così come nei prati accanto al capolinea. Eppure nel quartiere palazzine e ville sono parecchie, compresi condomini di pregio con tanto di campo da tennis privato. Non va meglio neppure all'ingresso della tangenziale dove accanto alle villette di via Amendola c'è un tratto di prato bruciato e erbacce nel parcheggio. Lì si vede che i residenti temono i furti: grate alle finestre e persiane bloccate. Vicino c'è il circolo Grassi in via Amati pieno di gente, tutta in età. Sono tanti tra i tavolini all'aperto e il palcoscenico con spazio per le danze. Domani sarà l'ultima delle serata per ballare all'aperto, ma non si smetterà con le danze: c'è la pista interna e i corsi per imparare a destreggiarsi con ogni ritmo. In tanti giocano a carte, altri chiacchierano. Al bar ordinano poco: «Non è la crisi – dice il barista – chi viene qui non ha mai speso molto». Ma sono in tanti a frequentare il centro, sabato scorso erano in 130 per la cena in compagnia. I pensionati che in zona sono la maggior parte si ritrovano anche al bar Pavia gestito da giovani cinesi. Lì è sempre affollato. Seduto ai tavolini Tino, 78 anni, racconta com'era Montebolone tanti anni fa: «Qui erano tutti boschetti di rubinie, verso la tangenziale iniziavano i campi coltivati. Poi negli anni '50 sono arrivate le case». Al vicino tabaccaio il quartiere piace: «E' più tranquillo del Vallone, nei bar c'è gente anche la sera. Un po' di vita qui c'è». Anche al centro estetico, medico e fitness sono soddisfatti: «C'è molto passaggio ed è una zona ben servita». La panettiera dice che sollecita l'intervento degli spazzini, ma si trova bene in zona. Al caffè di fronte la barista dice che «di sera escono solo gli immigrati». In zona sono tanti, africani, arabi e rumeni. Davanti a parrocchia e oratorio con campo da calcio il grande cassone verde per la raccolta degli sfalci è vuoto dentro, ma pieno di rifuti fuori. Non va meglio davanti alle scuole dove hanno abbandonato televisori, damigiane e rifiuti d'ogni tipo.