Damasco: ci difenderemo con ogni mezzo
BEIRUT La Siria «si difenderà con ogni mezzo a sua disposizione», anche con alcuni che «sorprenderanno»: l'avvertimento è stato lanciato oggi dal ministro degli Esteri, Walid al Muallim, in risposta ai tamburi di guerra che si fanno sempre più forti in Occidente e il cui suono sembra far passare in secondo piano anche la missione degli ispettori dell'Onu che a Damasco cercano di raccogliere le prove del presunto attacco chimico del regime. «Se ci attaccano, abbiamo due scelte a disposizione, o la resa o la difesa con ogni mezzo necessario, e questa seconda è la scelta migliore», ha detto Muallim, lanciando anche un monito alla Giordania a non lasciarsi coinvolgere in un'azione ostile. Comunque, ha aggiunto il ministro, l'intervento occidentale non fermerebbe la guerra contro gli insorti. «Se pensano di potere impedire in questo modo la vittoria delle nostre forze armate, si sbagliano», ha affermato Muallim, secondo il quale una «aggressione» alla Siria «serve solo agli interessi di Israele e di Al Qaeda». «Vi sfidiamo a presentare all'opinione pubblica mondiale anche una sola prova del nostro uso di armi chimiche», ha detto il ministro Muallim in una conferenza stampa, smentendo ancora una volta «categoricamente» l'impiego dei gas. Ma ieri gli ispettori delle Nazioni Unite - alla ricerca appunto di prove - che lunedì erano stati presi di mira da cecchini nel sobborgo sud-occidentale di Muaddamiya, sono rimasti in albergo perché non erano garantite le condizioni di sicurezza per la seconda giornata di attività, nella regione della Ghuta orientale, alle porte della capitale. Come avvenuto 24 ore prima, anche in questo caso regime e ribelli si sono addossati a vicenda la responsabilità di non aver saputo assicurare l'incolumità degli ispettori, che quindi hanno rimandato a oggi la ripresa del lavoro. Ma gli Usa e la Francia danno già per scontato l'impiego di gas nervino e la discussione verte ormai solo su quale tipo di risposta militare verrà data. L'opposizione, secondo fonti dell'agenzia Reuters, ha consegnato alle potenze occidentali una lista di possibili obiettivi, mentre continua a fornire informazioni che confermerebbero la necessità di un intervento militare. «Aerei delle forze di Bashar al Assad hanno attaccato zone popolate, vicino ad Aleppo, con bombe al fosforo e napalm», ha sostenuto ieri la Coalizione.