LIRICA A VERONA
VERONA Dieci agosto 1913: la rappresentazione dell'Aida di Verdi aprì ufficialmente la stagione lirica all'Arena di Verona. Fu un'idea azzeccata di Giovanni Zenatello, tenore e impresario teatrale. Da quel momento l'anfiteatro divenne il più grande teatro lirico all'aperto del mondo e lui, per i veronesi, quasi un mito («L'Aida di Zenatello sta all'Arena di Verona come il colonnato del Bernini a San Pietro in Roma» è una delle cose che si sentono dire d'estate in città). 10 agosto 2013: saranno due fuoriclasse pavesi del belcanto, il baritono Ambrogio Maestri (Amonasro) e il soprano Fiorenza Cedolins (Aida), i protagonisti dell'Aida che verrà presentata nella versione "del centenario" ovvero con la regia, le scene e i costumi di allora. Sarà uno dei momenti clou dei festeggiamenti in Arena. Maestri e Cedolins non sono stati scelti a caso: sono tra i cantanti più affermati al mondo, protagonisti delle principali stagioni nei più grandi teatri (curiosamente, entrambi arrivano dal Festival di Salisburgo dove hanno interpretato un trionfale Falstaff diretto da Zubin Mehta; Maestri aveva il ruolo del titolo, Cedolins quello di Alice). Sabato in Arena sul podio ci sarà Daniel Oren; il cast sarà completato da Marco Berti (Radames) e Violeta Urmana (Amneris); la storica regia del 1913 verrà ripresa da Gianfranco de Bosio (in realtà quel primo spettacolo areniano è in cartellone dal 1982. L'idea di ripristinarlo era venuta al sovrintendente di quegli anni, Carlo Alberto Cappelli). «Si tratta - ha spiegato de Bosio in più occasioni - di uno spettacolo che ha la giusta misura per collegare il nostro mondo al mondo egizio immaginato da Verdi. Le immagini sono in linea con quelle che il lo stesso compositore si aspetterebbe, fedeli ai disegni all'acquarello dell'archeologo Mariette. Ho studiato il primo allestimento areniano dello scenografo Ettore Fagiuoli con lo stesso accanimento con cui Fagiuoli, con i mezzi che aveva a disposizione, studiava Verdi e Mariette. Insomma, è un'Aida che più Aida non si può». Opera simbolo dell'Arena di Verona, vero e proprio colossal, un successo senza tempo che, grazie all'alchimia tra la musica di Giuseppe Verdi e il palcoscenico più grande del mondo, crea una magia immortale ricca di esoticità. Aida combina le pietre antiche dell'anfiteatro romano con le piramidi egizie, gli obelischi riccamente ornati di geroglifici, le imponenti sfingi, e colora Verona con il bianco abbagliante del deserto e l'azzurro intenso del Nilo, in una messa in scena davvero spettacolare. (lu.s.)