«Li ho visti rientrare, erano tranquilli»
LANDRIANO «Brave persone, non li sentivamo quasi mai litigare. Siamo veramente sconvolti per quello che è successo». Sono parole di Aurelia Roi, una donna che abita nella stessa palazzina di via Resistenza dove è stato commesso il delitto. La donna vive con la gemella Giuditta e, lunedì sera, ha visto marito e moglie che rientravano a casa insieme. «Sono ritornati in auto - spiega Aurelia Roi – e sembravano tranquilli. Parlavano tra loro e non sembrava avessero problemi. Circa mezz'ora dopo ho visto di nuovo lui che andava a gettare il sacchetto dell'immondizia. Non riesco proprio a capire cosa sia successo. Questa mattina abbiamo trovato le scale della palazzina sporche di sangue e abbiamo cercato di pulirle. Ci spiace tantissimo per il bambino». «Abito a poche decine di metri dai genitori di lei – racconta Gianluigi Ghisi – e questa mattina mi hanno raccontato cosa era successo. Sono ottime persone che conosco da una vita. Mi spiace veramente. Nessuno sapeva che il loro rapporto era in crisi. Avevo visto la sera prima Tiziana dalla mamma con il bambino». Tra i vicini di casa c'è stupore. Ma non solo tra i vicini. Giovanni Ferrara, uno dei titolari della pizzeria Vesuvio di Landriano, conosceva benissimo sia Marco Malabarba che Tiziana Rizzi. «Li conosco dal 1989 – spiega – prima abitavamo vicino. Sono nostri clienti e anche pochi giorni fa sono venuti a mangiare la pizza da noi. C'era anche il bambino e sembravano tranquilli. Evidentemente non era così. Mia spiace tantissimo». Altri vicini sottolineano come marito e moglie non avessero mai avuto problemi economici. (a. a.)