Tra l'Inter e Mazzarri matrimonio pronto «Ma la firma non c'è»

MILANO Il giorno di Mazzarri non è ancora arrivato. Non ufficialmente, secondo quanto ribadito da Massimo Moratti. «Sono circolate voci sul fatto che avrebbe firmato, ma non c'è nulla di vero», ha sottolineato il presidente dell'Inter intervenendo alla presentazione di una mostra a Milano dedicata a Helenio Herrera e Nereo Rocco. Manca poco per arrivare al traguardo, ma prima di sancire il nuovo rapporto di lavoro Moratti deve chiudere il capitolo Stramaccioni. Il tecnico ieri non ha diretto l'allenamento ad Appiano Gentile perché – spiegano all'Inter – è influenzato. «Non c'è nessuna comunicazione in merito, so che non sta bene ed è giusto che sia rimasto tranquillo», ha commentato il presidente nerazzurro, che nella giornata di oggi dovrebbe sancire la fine dell'avventura iniziata a nove giornate dal termine dello scorso campionato. Archiviata con una smorfia l'ipotesi di un ritorno di Mancini («Nel calcio tutto è un'ipotesi», ha dichiarato il presidente), Moratti avvierà nel fine settimana l'era Mazzarri per poi imbastire il mercato estivo. Il tecnico, che dovrebbe firmare un biennale, troverà cinque colpi già definiti: Campagnaro, con cui ha lavorato a Napoli in questi anni, Andreolli, Laxalt, Botta e Icardi, che a gennaio è stato ad un passo dal vestire la casacca dei partenopei. È plausibile che nella lista da presentare a Branca e Ausilio compaia il nome di Juan Camilo Zuniga, esterno colombiano che Mazzarri ha impiegato sia a destra che a sinistra il cui contratto in scadenza nel 2014 permetterebbe all'Inter di non spendere cifre folli. Arriverà un centrocampista di grido, lo stesso che voleva Stramaccioni e non è escluso che sia il brasiliano Paulinho, inseguito senza successo sia l'estate scorsa che nella sessione di gennaio. La difesa a tre che quest'anno è stata alternata con lo schieramento a quattro dovrebbe diventare la norma, come è stato per il Napoli. In tal senso è molto probabile la conferma di Walter Samuel per un altro anno. L'argentino è uno dei senatori candidati alla permanenza, per tanti altri (Chivu e Stankovic in primis) non sarà facile entrare nelle gerarchie del nuovo tecnico, che nelle sue squadre ha sempre imposto grande ritmo e determinazione. Una dote che all'Inter dell'ultima stagione è mancata molto. Sul fronte Napoli il presidente De Laurentiis è chiaro: «Per la scelta del nuovo tecnico non mi faccio condizionare dal modulo, dalla difesa a tre o a quattro. Il nuovo tecnico mi deve convincere di avere le palle». Ha poi aggiunto che sarà scelto «in tempi brevi». Sul mercato, De Laurentiis ha sottolineato: «Non voglio fare una squadra di giovani da far crescere e da rivendere. Voglio una squadra di giovani già pronti».