Stradella, via Pastore Niente colata di cemento
STRADELLA L'area di via Pastore rimarrà una zona verde. L'amministrazione comunale, dopo una serie di valutazioni, ha deciso di revocare il provvedimento di conclusione dell'atto di vendita e di lasciare l'area così com'è ora. La vendita della zona in questione, inserita nel piano comunale delle alienazioni, aveva suscitato la protesta dei residenti e di una parte dei cittadini ed era sfociata in una petizione (oltre 500 firme). I residenti hanno partecipato anche al consiglio comunale, lo scorso 26 marzo, durante il quale si è discusso della vicenda e la minoranza aveva chiesto al comune di revocare il provvedimento, secondo loro viziato da errori procedurali. Il sindaco aveva preso tempo per decidere su tre possibili soluzioni: continuare la procedura con il rogito notarile, revocare il provvedimento per vizi di forma o revocare in sede di autotutela. Intanto, accanto ai residenti, si è mobilitata anche Legambiente, che ha affisso le sue bandiere tutt'intorno all'area, per sottolineare la contrarietà alla vendita di una zona considerata tra le più belle e panoramiche della città. Dopo ulteriori verifiche e, con la disponibilità dell'acquirente, l'amministrazione ha deciso per la terza soluzione: l'area non si vende più e, ovviamente, non sarà più inserita tra quelle alienabili. «Alla fine, grazie alla collaborazione dell'acquirente, che ringrazio, abbiamo convenuto la rinuncia a formulare l'atto di acquisto – spiega il sindaco Lombardi – vista la situazione che si è venuta a creare e venendo meno l'opportunità di procedere alla chiusura della pratica». Ieri l'amministrazione e l'acquirente hanno firmato l'accordo, già raggiunto verbalmente, lunedì ci sarà la delibera finale di giunta e, martedì prossimo, il provvedimento arriverà in consiglio. «Non voglio tornare sulla vicenda - prosegue Lombardi - però in tutto questo nessuno ha sottolineato l'aspetto del sacrificio che dovremo fare». Il Comune, infatti, ora dovrà restituire all'acquirente 106 mila euro, più altre eventuali spese sostenute, risorse che verranno tolte da alcuni capitoli di bilancio: «Utilizzeremo una monetizzazione del 2011 - continua ancora il sindaco - che avevamo già destinato ad altri investimenti. Così dovremo rivedere il piano triennale dei lavori e, inoltre, questi soldi andranno a gravare sul patto di stabilità». Lombardi, infine, rispedisce al mittente le accuse di illegittimità della procedura: «Sul nostro comportamento non c'è nulla da eccepire». Oliviero Maggi