«Episodi ancora in aumento anche a causa della crisi»
VOGHERA «Gli episodi di violenza in famiglia sono in forte aumento, anche a causa della crisi economica: un fenomeno trasversale, che può colpire tutti e ovunque». A parlare è lo psichiatra vogherese Maurizio Ramonda. «Anche se i casi sono in aumento, le denunce restano poche: segno di un profondo disagio sociale. Si tratta di un modo privato e spesso vile di manifestare un malessere non solo di tipo sanitario e personale ma anche sociale. In questo periodo di crisi socio-economica notiamo un aumento dell'aggressività. I cambi di stagione inoltre aumentano i disturbi dell'umore, che possono portare a episodi di aggressività diretta contro sè stessi o altri. La stragrande maggioranza delle vittime di violenza in famiglia non denuncia perchè colta da senso di vergogna o addirittura di colpa, come se fosse colpa della vittima e non dell'aggressore. Tendono quasi a giustificare queste violenze, a perdonare, o a posticipare la propria ribellione. Non colgono i rischi per la loro incolumità futura. Notiamo nelle vittime stress cognitivo, ansia, insonnia, depressione; ma in casi estremi si può giungere a stati dissociativi, nei quali per la vittima diventa addirittura difficile ricordare e ricostruire gli episodi di violenza al momento di presentare una denuncia alle forze dell'ordine. E' per questo che molte donne durante i processi cadono in contraddizioni e si confondono, benchè le violenze subite siano reali e dimostrate da certificati medici, agevolando il lavoro degli avvocati difensori di chi le ha aggredite». (p.fiz.)