«Finalmente compiuto un primo passo»
ROMA «Le Province sono pronte a iniziare a pagare le imprese» sin da lunedì, commenta il presidente dell'Unione province, Antonio Saitta. La reazione degli enti locali, delle forze sociali e politiche è sostanzialmente positiva, ma sul decreto del governo si incentrano anche forti critiche. Soddisfatto appare il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo il quale la possibilità di compensare debiti fiscali con crediti verso la pubblica amministrazione prevista dal decreto «è comunque un passo nella direzione giusta». Così anche per Paolo Buzzetta, presidente dell'Ance - i costruttori edili della stessa Confindustria «finalmente dopo anni di denunce è stato compiuto un passo importante» con l'allentamento del Patto per 7,7 miliardi. In attesa «di un esame approfondito del testo» anche la segreteria nazionale della Cgil ritiene che il via libera al decreto «seppure tardivo, rappresenta un primo segnale positivo che potrà dare una boccata d'ossigeno a un sistema economico in grave difficoltà». La Cgil chiede che l'attuazione abbia la priorità di «difendere o creare occupazione». Concetto condiviso dalla Cisl. Raffaele Bonanni, segretario generale, chiede che i soldi «siamo impiegati dalle imprese per nuovi investimenti e per creare posti di lavoro». Rete Imprese Italia, col suo presidente Sangalli, esprime un giudizio critico. «Il provvedimento - sostiene Sangalli - non produrrà alcuno degli effetti auspicati e se non ci saranno interventi del Parlamento ci troveremo a dover affrontare gli stessi problemi da qui a pochi mesi. E' grave che il governo oltre a sottovalutare la sofferenza delle imprese, stremate dal credit crunch, consumi in caduta libera e pressione fiscale da record mondiale, abbia disatteso sia la risoluzione del Parlamento che le istanze che il sistema delle imprese ha più volte sollecitato. Infatti il meccanismo che viene riproposto, a conti fatti, rende quasi impossibile alle imprese il recupero dei crediti». Il governo ha ascoltato «in qualche misura le preoccupazioni e le sollecitazioni delle imprese - afferma invece Giuliano Poletti, presidente dell'Alleanza delle cooperative italiane - e ha compiuto uno sforzo nelle risorse e nelle procedure, anche se molti problemi restano aperti e molte nostre aspettative restano insoddisfatte». Per Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, il decreto «è una svolta sul piano della politica economica e un deciso passo avanti per dare alle imprese quanto dovuto. Sul piano della politica economica, dopo tanti anni, si riconoscono i danni dell'austerità cieca e si attua un intervento anti ciclico». Decisamente più severi i commenti del Pdl: Daniele Capezzone individua 7 «criticità» a partire dalla necessità «di azioni correttive qualora ci sia la percezione dello sforamento della soglia».