Certosa, mail lista civica attaccata da hacker

CERTOSA Attacco hacker alla mail del gruppo "Di più per Certosa", lista civica che siede tra i banchi della minoranza. «Un episodio inquietante» lo definiscono i consiglieri Massimiliano Cozzi, Giorgio Gianini e Giulio Cremaschi che hanno presentato denuncia alla polizia postale di Pavia. Un attacco che ha seguito, a distanza di qualche minuto, quello all'indirizzo di posta elettronica del consigliere Gianini. «Hanno cercato di violare la mail che utilizzo solo per svolgere le attività politico – amministrative» fa sapere l'esponente della Lega nord. Ora spetta alla polizia postale verificare se l'episodio sia riconducibile ad un attacco informatico e non ad una semplice bravata. Intanto è già stato accertato che il tentativo di accesso è arrivato da server provenienti dalla Mongolia e dalla Colombia. Cozzi parla di «un fatto estremamente grave» e rivela come, in questo ultimo periodo, il gruppo si sia trovato sotto attacco anche da parte di qualche "amico" di Facebook. «Ma le critiche non ci fanno paura, anzi ci stimolano ad operare ancora meglio» precisa il capogruppo che per primo si era accorto del tentativo di hackeraggio. «Sono entrato nella casella di posta del nostro gruppo consiliare e ho ricevuto l'avviso di Google di un tentativo di intrusione nel nostro account – spiega -. Per fortuna la password ha resistito e l'attacco non è andato a buon fine». Ed ecco la mail: gruppodipiùpercertosa@gmail.com. Una mail, precisa Gianini, che viene utilizzata per dialogare con i cittadini, dove si ricevono segnalazioni, informazioni e dove ci si scambiano impressioni. Insomma dove i consiglieri svolgono parte della loro attività politica. Ed è proprio su questa attività di controllo degli atti amministrativi, secondo gli esponenti di minoranza, che si sarebbe concentrata l'attenzione degli hacker. «E' probabile che speravano di accedere alla mail e trovare documenti rilevanti che invece gestiamo in altro modo – afferma Cozzi -. Tra un anno si tengono le elezioni amministrative e siamo convinti che la vicenda sia legata al nostro operato politico. Durante la legislatura abbiamo riscontrato altri momenti di pressione. Ma non abbiamo intenzione di farci spaventare, non ci tireremo indietro e continueremo a lavorare su situazioni che non giudichiamo trasparenti o che non riteniamo utili al paese». Come l'albergo davanti al monumento, i curricula per il supermercato o la scelta dei volontari per la leva civica. «Ribadiamo che il nostro dovere è quello di svolgere un'attività di controllo - sostiene Gianini -. Nella denuncia abbiamo sottolineato questa nostra convinzione, cioè che l'obiettivo era quello di bloccare la nostra attività politica». Piena solidarietà arriva dall'assessore Marcello Infurna: «La politica va svolta con lealtà e nel rispetto reciproco, l'avversario va considerato come tale e non come nemico, per cui sono inconcepibili comportamenti di questo genere, lontani dalla nostra cultura». (st. pr.)