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Sulla lottizzazione abusiva Green Campus, finalmente registriamo la presa di posizione dell'Università. In un intervento sulla Provincia Pavese il rettore Angiolino Stella riferisce che quell'illecito (case vendute sul libero mercato invece che date in affitto a studenti) non avrebbe richiesto alcuna convenzione con l'Università. Non è dunque in discussione la lottizzazione abusiva (acclarata) né tanto meno la vendita indebita dei singoli appartamenti sul libero mercato immobiliare, altrettanto acclarata: il rettore Stella nega l'obbligo della convenzione, necessaria a suo dire solo «quando l'iniziativa riguardi attività produttive inserite nel Parco Tecnologico, solo allora la convenzione, oltre che con il Comune, dovrà essere perfezionata anche con l'Università o enti di ricerca pubblici». Niente è più lontano dalla verità, come è ampiamente dimostrabile (la convenzione trilaterale – proprietà Comune e Università – non va confusa con l'Atto d'obbligo, annesso al permesso di costruire, che può regolare solo l'intervento edilizio) e come del resto rendiconta una recente ordinanza del tribunale pavese, giudice Marcella Frangipani, il 25 maggio 2012 (poi confermata in appello il 19 ottobre 2012): nel respingere un ricorso di Green Campus, Frangipani scrive che «l'intervento edilizio in questione ricade nella zona destinata dal Prg a servizi per l'Università (U1), tra i quali sono previste anche le residenze universitarie»; e conferma che «la natura pubblica del servizio in questione comporta l'applicazione del comma 21 dell'art. 24 delle Norme tecniche di attuazione del Prg», e così conclude: «la qualificazione delle residenze universitarie come attrezzature di interesse generale discende dal comma 24 delle medesime norme tecniche. Ne deriva che, ai sensi del citato comma 21, l'intervento edilizio di cui si discute avrebbe dovuto essere preceduto da una convenzione con l'Università "regolante le modalità e le forme di utilizzazione del servizio"» poiché «una convenzione che disciplini il servizio è certamente elemento qualificante del tipo di intervento in questione, proprio per raggiungere lo scopo di destinare realmente le palazzine a residenze universitarie che, come tali e come avviene notoriamente in ogni struttura residenziale universitaria, italiana o estera, devono essere gestite da un ente che amministra gli affitti dei locali e cura i servizi comuni». Nell'affermare quanto afferma, curiosamente il rettore manda in replica quanto da tempo vanno sostenendo i responsabili del grave reato: con gli altri, il collega professor Gian Michele Calvi, i costruttori Alberto e Piero Damiani, il geometra Arturo Marazza, tutti indagati per lottizzazione abusiva e violazione dei vincoli paesaggistici (il Marazza anche per associazione a delinquere). Caro Rettore, una lettura attenta delle norme le avrebbe risparmiato di doversi specchiare in una tanto proba compagnia, così da non doversi rammaricare «per il rincorrersi di notizie poco fondate e per le relative conseguenze». Giovanni Giovannetti Insieme per Pavia