Disabile dopo un incidente, ora lo sfrattano

PIEVE DEL CAIRO Un grido d'aiuto di un giovane paraplegico di 24 anni, padre di un bimbo di dieci mesi, la cui pensione non basta al sostegno della famiglia e che, il 4 aprile, potrebbe essere sfrattato dall'appartamento al secondo piano della palazzina di via Einaudi dove vive con il padre disoccupato. Una situazione disperata che è precipitata dal settembre del 2011 quando Franco Valerioti, ex metalmeccanico, ha perduto l'uso di entrambe le gambe a seguito di un incidente motociclistico. Da allora la sua vita è radicalmente cambiata. Franco Valerioti. «Mio padre Giuseppe di 49 anni ha perso il lavoro di autista e, da allora, non ha più trovato un impiego – dice Franco – La mia compagna Francesca lavora l'intera settimana e lo stipendio serve a malapena per lei, il bimbo e la sua famiglia. Siamo in difficoltà economiche. Ma è lo sfratto che ci spaventa di più. Devo trovare un'alternativa per lasciare questa palazzina che per me è invivibile in quanto priva di ascensore e di accessi per disabili». Insomma, la pensione di accompagnamento di Franco serve per le spese ordinarie, gli alimenti, le bollette di casa. Ed anche il padre, che percepiva l'assegno di disoccupazione, ha ultimato il periodo retribuito ed è ora a totale carico del figlio disabile. Cosa vuole Franco Valerioti? Dice: «Da un anno cerco di vere una casa comunale adeguata alle mie esigenze di paraplegico. Oggi esco di casa saltuariamente perché devo essere trasportato di peso, carrozzina compresa, già dalle scale da parenti e da qualche amico di buona volontà Non posso vivere in questo modo. Poi è arrivato anche il problema economico con un bimbo da crescere e mio padre a secco di stipendio e di assegno di disoccupazione. Ad aprile arriverà l'ufficiale giudiziario per l'esecuzione dello sfratto». Ed in paese? Franco Valerioti ammette: «Il comune è informato della mia situazione. Abbiamo problemi di sopravvivenza economica, ma soprattutto dobbiamo provare un'alternativa abitativa, consona ai miei bisogni. Da un anno sono in attesa di un diritto che però il comune non riesce a soddisfare». Infine un paradosso: «Mi hanno riconosciuto l'inabilità totale; ciò non mi consente però di trovare un lavoro anche se testa, braccia e mani sono efficienti Potrei svolgere lavori di segretariato o centralinista. Ma devo far retrocedere la mia inabilità da totale a parziale per bussare a qualche porta». Dal comune il sindaco Paolo Ansandri afferma: «Conosco il problema. I dieci appartamenti comunali sono oggi tutti occupati. Ci stiamo impegnando per trovare uno spiraglio ai bisogni reali di Franco. Non voglio fare inutili promesse, ma il nostro impegno in questa amara vicenda non mancherà». Paolo Calvi