«Diciamo no ai grattacieli in città»
PAVIA «Costruire palazzi di 10 o 12 piani significa cambiare lo skyline di Pavia, modificarne il filo dell'orizzonte. Con il rischio che dalla città delle cento torri passiamo a una specie di Gratosoglio». Romeo Iurilli, di Confesercenti, usa la similitudine con il quartiere popolare della periferia milanese per esprimere il suo giudizio sul Piano di governo del territorio in discussione. Un giudizio che, in ogni caso, non è completamente negativo. «Rispetto al piano Gregotti – prosegue Iurilli – in effetti vi è un contenumento del residenziale. Anche se bisogna tenere conto che Pavia mantiene i suoi circa 70mila abitanti grazie a 5mila stranieri, dai quali, difficilmente, arriverà una forte richiesta di case di lusso». Cosa non va, allora? «L'impiego delle aree dismesse. Potrebbero essere usate per trasferirvi quei servizi, come gli uffici di Inps o Inail, che congestionano il centro. Il rischio che l'area della ex Snia e della Dogana, con una previsione di crescita di circa 2.500 abitanti e di aree della media distribuzione, vada in crisi con riguardo alla viabilità. E, soprattutto, la nuova area commerciale adiacente al Carrefour». Su questo, Iurilli non fa sconti. «Il rischio è quello di svilire i 1400 negozi del centro. Perchè se l'assessore Fracassi dice che l'area ospiterà insediamenti come le concessionarie di auto, la legge consente l'arrivo di altre categorie. Mi chiedo perchè il presidente della commissione territorio non dica nulla».(f.m.)