Odero ricorre al Tar «Niente pensione resto fino al 2014»
di Marianna Bruschi wPAVIA La riforma Gelmini ha cambiato l'età per la pensione: si lascia l'università a 70 anni, non più a 72. Attilio Odero, medico universitario, direttore di chirurgia vascolare, il primo novembre avrebbe dovuto lasciare la sua cattedra. Ha chiesto di restare fino al 2014 ma l'ateneo pavese ha detto no. Ora sarà un giudice a decidere chi ha ragione. Una sentenza che farà giurisprudenza e che potrebbe aprire le porte ad altri ricorsi, non solo a Pavia. Doveva essere in pensione dal primo novembre, ma per ora Odero lavora "sospeso" dopo il ricorso al Tar. «Ho presentato il ricorso perché quando ancora il rettore era Schmid mi era stata data l'autorizzazione ad allungare il mio servizio per due anni – spiega Odero – Dunque fino al 2014». Si torna indietro fino al 1997, anno dell'accordo tra ateneo e docente. Dall'anno scorso però le regole sono cambiate. «Con la legge Gelmini sono stati abrogati quelli che erano diritti acquisiti –spiega il docente – io ho fatto ricorso su questa base». Prima della scadenza del servizio Odero ha presentato richiesta formale all'ateneo, una domanda di «continuazione del servizio». Ma l'università, applicando la legge Gelmini, ha detto no. E Odero si è rivolto al Tar. E' arrivata per il momento una sospensiva. «Continuo il mio lavoro fino a quando non ci sarà la sentenza il 20 novembre – spiega Odero – Tutti aspettano questa sentenza, perché ci sono altri anche a Pavia che si trovano nella mia stessa situazione, con una autorizzazione del rettore Schmid e una legge che ora non ne tiene conto». Quanti sono i docenti che dovrebbero andare in pensione quest'anno? «Sono pochi – spiegano in ateneo – difficile valutare le ricadute». In termini di nuove assunzioni ma anche di bilancio, guardando allo stipendi di un ordinario con circa vent'anni di anzianità. La sentenza del 20 novembre potrebbe definire due scenari. Se darà ragione ad Attilio Odero, il docente potrà rimanere in servizio fino al compimento dei 72 anni, quindi fino al 2014. Una possibilità che preoccupa chi vorrebbe affacciarsi in ateneo, perché sarebbe una sentenza che se replicata da altri toglierebbe prospettive ai giovani. L'altra possibilità è di un esito negativo del ricorso: il Tar potrebbe dare ragione all'università e sposare il principio della riforma, per cui il limite di età è 70 anni e non 72, senza la possibilità di prendere in considerazione altri accordi precedenti alla legge in questione. @MariannaBruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA