Centro Minerva, ora c'è paura «Accompagnamo le impiegate»

PAVIA Commercianti e artigiani del Centro commerciale Minerva non ne possono più del degrado e della microcriminalità. Così Renato Perversi, presidente dell'associazione Artigiani, ha scritto una lettera a prefetto, sindaco, questore, comandanti dei carabinieri e della polizia locale. «Il Centro – si legge nel documento – e in particolare l'area verde compresa fra l'Esselunga e il centro commerciale sono costantemente occupati da gruppi di persone, per la maggior parte giovani e stranieri, che lasciano bottiglie e scarti di cibo ovunque, che utilizzano le scale di accesso al parcheggio multipiano come una latrina, che spesso impediscono il libero passaggio, con atteggiamenti aggressivi». «La situazione – prosegue Perversi – è fuori controllo soprattutto nei mesi invernali, nelle ore del tardo pomeriggio all'uscita dagli uffici della zona. Sono infatti decine le impiegate e le commesse che devono recarsi al parcheggio alla fine della giornata lavorativa, all'imbrunire, senza alcuna sicurezza. Più volte anche le impiegate dell'Associazione hanno esternato la loro preoccupazione e il loro disagio, tanto che in alcune occasioni è stato necessario accompagnarle per evitare brutti incontri». Perversi chiede una riqualificazione e messa in sicurezza dell'area e un incontro urgente. Basta un rapido sopralluogo al centro commerciale Minerva per verificare che, a pochi metri dalla sede territoriale della Regione Lombardia, le regole della convivenza civile sono carta straccia. Gli angoli delle passerelle in cemento che conducono da viale Cesare Battisti alle aree verdi sottostanti sono a tutti gli effetti delle latrine a cielo aperto e l'odore, a pochi metri dai gonfiabili sui quali giocano alcuni bambini, è insostenibile. Per terra vi sono rifiuti di ogni tipo, dalle cartacce a bottiglie vuote e abbandonate. Anche il clima, tra i commercianti, è di tensione. A un artigiano, che aveva denunciato pubblicamente i problemi, hanno sfondato due volte la vetrina. I furti sono frequenti e c'è addirittura chi parla di un sistema bene organizzato, con un mendicante che fungerebbe da "palo". La sensazione è che vi sia paura ad esporsi, perchè pochi titolari degli esercizi forniscono nome e cognome. Chi fa eccezione è Antonio Perrone, che gestisce un'oreficeria. «A me hanno già rubato la bici due volte – racconta – l'ultima proprio davanti al negozio. Il Comune ha esposto i cartelli con l'invito a non bivaccare fuori dai bar, ma se poi non fanno i controlli, nessuno rispetta questa regole. Sono proprio curioso di vedere se il sindaco Cattaneo, che sta facendo il giro dei quartieri, sabato verrà anche qui. Gli mostrerò un pezzo delle mura antiche sfondato da un automobilista ubriaco». Mentre Perrone espone i problemi, passa un giovane straniero em con aria beffarda, gli dice: «Salve sindaco».(f.m.)