«Stressati due lavoratori su cento»

PAVIA Incubi notturni, cefalea, attacchi di panico, ma anche ipertensione, colite, dermatiti e orticarie. Due lavoratori su cento accusano sintomi tipici dello stress da lavoro correlato e hanno bisogno di un intervento farmacologico e psicologico. L'hanno rilevato i ricercatori della fondazione Maugeri che da oltre un anno stanno collaudando un nuovo strumento di valutazione. Un questionario innovativo, diverso da quelli utilizzati finora in Italia e all'estero, che permetterebbe di evidenziare anche i casi sommersi. «La proporzione dell'1,89 % è alta – spiega il dottor Salvatore Tringali – E riguarda i casi patologici. Ma poi c'è un sottobosco sommerso di stress in casi borderline, soggetti che prima poi manifestano sintomi più gravi». Il problema è intercettarli. Con i questionari tradizionali era più difficile. Questo nuovo strumento - messo a punto dall'équipe multispecialistica coordinata dal direttore scientifico Marcello Imbriani, in collaborazione con Tringali e la psicologa Ines Giorgi - ha invece consentito di scavare più a fondo. Sta per partire una nuova indagine, in collaborazione con il dipartimento di Psicologia dell'Università di Pavia e del Cetrans di Bologna, su 55mila lavoratori delle società di UniCredit spa. Ma prima di questa indagine, lo strumento era già stato somministrato a circa 800 lavoratori di sette aziende: due enti pubblici (tra cui il Comune di Vigevano), un'impresa edile, due concessionarie autostradali, alcuni settori dell'Asl di Pavia, il ramo amministrativo di Pavia Acque. E su 800 lavoratori circa 15, pari allo 1,89% sul totale, accusano disturbi imputati allo stress lavoro-correlato. Come intervenire? «Da subito si interviene sull'ambiente di lavoro. In genere il problema non riguarda un solo dipendente. Il datore di lavoro è obbligato a prendere provvedimenti – spiegano alla Maugeri –. Poi si interviene singolarmente sul lavoratore perché ognuno è un caso a sè. Servono supporti farmacologici ma anche psicologici. Il datore di lavoro a volte oppone resistenza eppure non si rende conto che un intertvento intelligente può solo dare benefici: minor assenteismo e un miglior rendimento». (m.g.p.)