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GARLASCO Continuano i tempi di crisi per il commercio garlaschese, anche se si registra un'inversione di rotta dei dati su aperture e chiusure degli esercizi cittadini rispetto allo scorso anno. Nei primi nove mesi del 2012 infatti sono 8 le nuove attività lanciate a Garlasco contro le 6 che hanno chiuso per un totale complessivo di 144 negozi e 44 bar: il piccolo commercio tenta di resistere insomma, con le unghie e con i denti. «Penso di poter raccontare una storia di coraggio – dichiara orgogliosa Maria Gabriella Camerini, titolare del negozio ortofrutticolo "L'orticello" di Largo I Maggio – a 53 anni sono rimasta disoccupata, senza un lavoro e con poche risorse, ma con una famiglia sulla quale non volevo essere di peso. Mi sono armata di coraggio e ci ho provato, impegnando tutto in questo investimento, non voglio arricchirmi, di questi tempi è impensabile, voglio solo vivere onestamente». Maria Gabriella, originaria dell'Oltrepo già 15 anni fa aveva un negozio ortofrutticolo a Garlasco: «Tra i miei clienti ci sono quelli di passaggio o quelli che ritornano ogni settimana ma anche chi mi conosceva 15 anni fa – prosegue l'imprenditrice – ho aperto ad aprile, i costi di gestione sono altissimi, ma la clientela non manca. Il segreto è offrire prodotti di qualità senza abbindolare nessuno». «Noi abbiamo scommesso tutto sull'apertura della nuova piazza – spiega invece Luana Nitti, titolare del VanitiBar all'angolo di piazza Unità d'Italia, originaria di Tromello – il periodo di crisi si sente, ma bisogna investire in qualcosa se si vuole dare futuro ai propri figli, di lavoro in giro non ce n'è, avere una propria attività resta comunque una garanzia». Dopo i primi mesi fiacchi dall'apertura che risale allo scorso maggio si spera che l'inaugurazione della piazza, avvenuta la scorsa domenica, possa creare movimento: «Abbiamo già notato un certo aumento dell'afflusso, i parcheggi sono pieni anche perché oggi è giorno di mercato – prosegue la barista – le case qui intorno ancora non sono tutte abitate, confidiamo che presto si riempiano». Ha voluto puntare tutto su Garlasco anche Antonello Bianchi, titolare della Macelleria Bianchi di Largo I Maggio: «Siamo venuti via da Gambolò perché il commercio era davvero in crisi, troppo schiacciati da Vigevano e dalle continue aperture di grossi supermercati – dichiara Bianchi – Garlasco è sicuramente una città più viva dove ci sono molte iniziative per creare movimento, anche lo stesso mercato attira gente dai paesi vicini ». La clientela della Macelleria Bianchi sembra apprezzare i tagli di carne fresca di contro alle confezioni plastificate dei supermercati: «Lavoriamo con gli anziani del rione, ma anche con gente che arriva da Alagna e San Biagio – spiega il macellaio – la differenza la fa sempre il prodotto che nel nostro caso è interamente proveniente dall'azienda agricola di fiducia». Le note dolenti delle chiusure riguardano invece i settori alimentari e di abbigliamento con l'abbassamento della saracinesca di un negozio di calzature in centro, di un piccolo alimentari di via Rossini, di una merceria e della boutique "Max e Cri" sul corso e del Bar Casablanca in via Bozzole. In eguale misura le nuove attività spaziano nelle diverse categorie con "La vie en rose" per l'abbigliamento in corso Cavour e "L'angolo del pulito" per articoli di casa in via Don Gennaro, ma anche novità in ambito di officine con "Alfoturbo" di via Scalina e "Perotti Cristian" per la riparazione di biciclette. Spostamento di sede invece per il "Kebab" che si è spostato da corso Cavour a via Roma e per il fiorista di via Don Gennaro trasferito sul corso principale. Maria Pia Beltran