Il capolavoro del romanico lombardo che ospitò l'incoronazione di Barbarossa

Un capolavoro dello stile romanico lombardo. La Basilica di San Michele risale ai secoli XI e XII. La costruzione attuale iniziò verso la fine dell'XI secolo (a cui risalgono la cripta, il coro e i transetti) e fu completata nel 1155 (con una interruzione dovuta al grande terremoto del 3 gennaio 1117). Le volte della navata centrale, originariamente dotata di due campate a crociera grossolanamente quadrate (o, secondo alcuni storici, con volta cupolata su modello delle basiliche romanico-bizantine come San Marco a Venezia), furono ricostruite nel 1489 da Agostino da Candia, con uno schema di quattro campate rettangolari, tali da garantire una migliore efficienza statica del complesso architettonico. La basilica di San Michele è considerata il prototipo delle numerose chiese medievali che può vantare Pavia, le più famose delle quali sono San Pietro in Ciel d'Oro e San Teodoro. Tuttavia alcune particolarità la differenziano dalle altre chiese cittadine: il riferimento va all'utilizzo estensivo, sia per quanto riguarda la struttura che le decorazioni, della fragile pietra arenaria color ocra in luogo del cotto, e anche alla particolare conformazione architettonica: San Michele presenta, infatti, una pianta a croce latina, con un transetto eccezionalmente sviluppato, molto sporgente rispetto al corpo longitudinale del fabbricato. Transetto che, dotato di una propria facciata sul lato settentrionale, di una propria finta abside nel lato opposto e di una volta a botte sostanzialmente diversa dalle volte a crociera delle restanti parti della chiesa, costituisce quasi un corpo autonomo, una seconda chiesa compenetrata a quella principale: una soluzione inedita per quei tempi. La basilica ospitò nei secoli fastose cerimonie ed incoronazioni, tra queste l'incoronazione di Federico I Barbarossa, avvenuta nel 1155.