Riso, spariranno 6mila ettari
PAVIA Il mais è la principale minaccia produttiva del riso pavese e lomellino. Nella stagione agraria in corso si prospetta un drastico calo della superficie a riso: Pavia, prima provincia risicola d'Europa, assisterebbe a una diminuzione del 7%, cioè oltre 6mila ettari sugli 87mila totali. Secondo Coldiretti questo significherebbe un crollo di circa 370mila quintali di riso nel prossimo raccolto autunnale: a farne le spese varietà di pregio come il Carnaroli, il Vialone nano e l'Arborio- Volano. Questa rivoluzione è dettata dalla legge di mercato. Il mais nazionale ibrido è quotato, alla borsa merci di Pavia, 20 euro al quintale, mentre il prezzo dei risi più utilizzati dalle massaie, come Arborio-Volano, Baldo, Roma e Sant'Andrea, si aggira intorno ai 34-35 euro. Il divario minimo spinge i risicoltori, soprattutto quelli fra Pavia e Milano, a scegliere il mais, i cui costi di produzione sono inferiori. «Gli agricoltori sono stati costretti a puntare su altre produzioni, come frumento e mais, per vari fattori: l'industria paga poco, i costi di gestione sono aumentati e da quest'anno non c'è più il sostegno della Ue alla coltura», spiega Giuseppe Ghezzi, presidente di Coldiretti Pavia. Martino d'Asburgo Lorena Este, presidente dei risicoltori europei e consigliere della sezione riso per Confagricoltura Pavia dice : «Il prezzo del mais è in aumento rispetto a quello del riso. Inoltre, le rese del granoturco sono molto maggiori rispetto a quelle del riso e i costi di produzione inferiori, poiché non serve tutta l'acqua che necessita per il riso». Umberto De Agostino