PalaBasletta da salvare Lo sport boccia la giunta

VIGEVANO «Per un amante del basket venire a Vigevano e non trovare più il PalaBasletta è come, per un'altra persona, non trovare più la piazza Ducale». Le parole di Federico «Mine» Ferrari, capitano di quella squadra che nel 2009 ha fatto sognare tifosi e città, dicono già tutto. Dicono quanto il mondo sportivo che, partita dopo partita, annata dopo annata, ha disegnato la storia della città si schieri a difesa del PalaBasletta e della sua importanza. La notizia dell'idea di sacrificarlo per fare posto a una palestrina e ad un ampio parcheggio si sta allargando a macchia d'olio e non lascia indifferente nessuno di coloro che ha respirato quell'aria che si faceva rovente ad ogni partita, che ha calpestato quel parquet, che si è seduto sulle panchine accanto al tavolo dei giudici, che ha stretto i pugni e ha tifato, almeno una volta, sulle tribune. «Dato che il momento economico è quello che è _ ha continuato Ferrari _ il PalaBasletta può essere sfruttato a livello di immagine proprio come il museo della storia del basket vigevanese, dal '55 ad oggi, e valorizzato. E così facendo, qualcuno potrebbe anche arrivare a farlo ripartire. Il tifoso può anche accettare che non ci sia più la pallacanestro, ma non bisogna mai andare a toccare i suoi sentimenti. Il tifo e la città non permetteranno mai che si tocchi il PalaBasletta. Vigevano ci è rimasta nel cuore e soffre già abbastanza così». «L'idea è folle _ dice un altro grande come l'ex allenatore Romano Petitti, che ha guidato la pallacanestro dal '93 al ‘96_. Lì dentro c'è la storia della città. Con la penuria di impianti sportivi che ci sono dappertutto, è poi impensabile che possano tirarne via uno di quel tipo. C'è una storia, chiusa tra quelle quattro mura, che accorpa generazioni intere di vigevanesi. La pallacanestro, a Vigevano, è come l'Inter o il Milan a Milano, o la Juve a Torino». Intoccabile. Impensabile vederlo trasformato in un grande parcheggio dotato di una piccola palestra. Venerdì sera i tifosi della vecchia guardia, con cori e canti, si sono trovati spontaneamente proprio lì davanti alla loro casa, come a volerla idealmente difendere. Gli stessi tifosi che riempivano gli spalti quando in panchina c'era Gigi Garelli, a Vigevano dal 2001–2004 e nel biennio 2007-2009. Su questo parquet la squadra ducale conquistò la promozione in LegaDue. «Lo spazio per i parcheggi si può trovare anche altrove _ dice Garelli _. Quello è un impianto che al contrario andrebbe rimesso in ordine e sul quale investire proprio dal punto di vista logistico. Se ci sarà una raccolta di firme a favore del PalaBasletta, io aderirò di sicuro». Perché per Gigi Garelli ci sono delle ragioni oggettive perché il PalaBasletta continui a funzionare, oltre all'importanza del legame stretto con la storia cestistica cittadina e col suo tifo. «Una struttura sportiva in pieno centro serve eccome _ ha detto _. E poi lì dentro ci ho passato gli anni più belli della mia carriera di allenatore». Mario Poni, ex allenatore della Mecap di fine anni Ottanta, adesso abita a Mortara. Ma non può rimanere in silenzio. «Per il basket vigevanese quella palestra rappresenta un posto dove si può veramente praticare sport, è un'opportunità talmente grande che dovrebbero incentivarla. Mi schiero coi tifosi e con chi è contro la sua trasformazione». «Trovo che sia un'idea totalmente sbagliata _ dice Massimo Corrado, allenatore dell'annata '98-'99 _. Il PalaBasletta è un luogo storico: uno non può dire di aver allenato a certi livelli se non è passato da via Carducci. Per 33 anni ho allenato squadre dappertutto, ma il tifo del Pala farebbe venire la pelle d'oca a chiunque, giocare su quel campo era come giocare in sei contro cinque, con un uomo in più, che era il tifo sugli spalti. Se ci sarà una petizione, anche io sono pronto a firmarla. Subito». «Quella _ dice il vigevanese Alfonso Zanellati, coach dall'85 all'88 _è una palestra storica, in una posizione privilegiata, e che funziona molto bene. Li sono cresciuto da giocatore, ho visto scendere in campo tutti i grandi allenatori, ci ho allenato. Quella è anche la mia palestra.». Mario Mussini è stato giocatore, assessore allo sport vent'anni fa , consigliere comunale. «Il PalaBasletta è un bene per tutti gli sportivi di Vigevano _ dice _. Da piccolo ci facevo il segnapunti durante le partite, ci ho fatto lezione a scuola, poi ci ho giocato, poi ci ho insegnato. L'idea di toglierlo è deleteria». Ilaria Cavalletto