Assegni invalidi, interrogati i beneficiari

di Maria Fiore wPAVIA Un «tesoretto» che nessuno fino a quel momento aveva reclamato e a cui si poteva attingere senza grosse difficoltà. Con questa prospettiva sarebbero stati contattati alcuni dei beneficiari degli arretrati delle invalidità che venivano gestite dall'Asl. Indennità che non erano dovute, secondo la procura di Pavia che sta indagando per truffa aggravata. Dopo l'interrogatorio di Guiduccia Massolini, l'impiegata arrestata con l'accusa di avere istruito le pratiche per far ottenere gli arretrati a sé e alla propria rete di parenti e amici, tocca a chi avrebbe percepito gli assegni raccontare come sono andati i fatti. Sono quindi partite le convocazioni dei carabinieri, che dovranno passare al setaccio 134 pratiche ritenute irregolari e altre 400 pratiche quantomeno sospette. Questo significa che dovranno essere esaminate le posizioni di decine di residenti in provincia di Pavia, che i carabinieri hanno cominciato già a sentire ieri mattina come persone informate sui fatti. Alcune si sono fatti assistere da un difensore. Perché non è escluso che potrebbero vedersi contestato il concorso nella truffa o anche altre ipotesi di reato. La lista degli indagati, quindi, sembra destinata ad allungarsi. L'inchiesta è ancora nel vivo, ma dalle indiscrezioni trapelate pare che alcuni beneficiari avrebbero confermato di essere stati contattati proprio dall'impiegata, che conoscevano. Sarebbe stata lei a prospettare la possibilità di ottenere gli arretrati delle indennità di accompagnamento di alcuni invalidi defunti, con cui, in alcuni casi i beneficiari non avevano nessun rapporto di parentela. Nella maggior parte dei casi, sempre secondo le indagini condotte dai carabinieri, sarebbero state create posizioni di invalidità fittizie. A partire da questi nominativi sarebbero poi stati inoltrati mandati di pagamento all'Inps, per via telematica: le pratiche cartacee non sarebbero invece mai esistite. Forse proprio perché quelle indennità non erano dovute. Ai beneficiari già sentiti è stato chiesto conto proprio di quei mandati di pagamento e degli assegni percepiti. Molti hanno detto che non erano al corrente che sullo sfondo ci fossero delle irregolarità. E di esserne venuti a conoscenza solo dopo l'arresto dell'impiegata. «La Guiduccia mi ha detto che c'era la possibilità di avere gli arretrati di una mia cugina – avrebbe spiegato una donna ieri mattina –. Mi sono fidata». Una versione, tuttavia, che appare in contrasto con un altro dettaglio, anche questo emerso dalle indagini: l'impiegata avrebbe chiesto e ottenuto delle percentuali sulla cifra degli assegni perché la pratica andasse a buon fine. E quindi chi ha percepito il denaro non poteva non sapere. Mentre le verifiche dei carabinieri dovranno chiarire questo e altri particolari, l'impiegata resta in carcere. I legali di Guiduccia Massolini, Fabrizio Gnocchi ed Erika Veratti, non hanno presentato per ora nessuna istanza. La donna, che è di Torre d'Isola, sarà invece nuovamente sentita nei prossimi giorni dal pubblico ministero Paolo Mazza, che vuole approfondire alcune circostanze della vicenda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA