Costa e il comandante, le due verità
di Annalisa D'Aprile wINVIATA ALL'ISOLA DEL GIGLIO Francesco Schettino dice di aver avvisato subito, in tempo reale, Costa Crociere dell'impatto della Concordia contro le Scole e di aver chiesto il soccorso di elicotteri e rimorchiatori. La Compagnia replica che non è vero e che il comandante «ha mentito» a loro, all'equipaggio ed ai passeggeri sulla reale gravità della situazione a bordo. Due versioni opposte. Una sola la verità. Che, a questo punto, potrà essere tirata fuori solo dalla «scatola nera» della nave spiaggiata dal 13 gennaio ai piedi dell'Isola del Giglio e che ieri ha restituito il dodicesimo cadavere, quello di una donna. Dalla manovra di Schettino che si avvicina troppo alla costa per il «saluto» ai gigliesi portandosi via un pezzo di Scoglio (21.42) alle telefonate che ne sono seguite con l'ufficio centrale della Compagnia (22.05), fino al mayday dato con ritardo (22.58), la dinamica del naufragio della Concordia non quadra. Ancora troppe le falle.Nell'interrogatorio di garanzia di lunedì scorso, Schettino riferisce al gip Valeria Montesarchio di aver chiamato dopo l'urto Roberto Ferrarini, il marine operation manager di Costa, l'uomo delle emergenze insomma. «Ho fatto un guaio. C'è stato un contatto con il fondale. Ti sto dicendo la verità. Siamo passati sotto il Giglio e abbiamo dato un urto - spiega a verbale il comandante - Non ricordo quante altre volte, nel corso dell'ora e un quarto successiva, lo richiamai. In ogni caso sono certo di aver informato Ferrarini in tempo reale di tutto». Affermazioni smentite e bollate come «non vere» dall'amministratore delegato di Costa Luigi Foschi, che insiste: Schettino ha «agito da solo» e aggiunge «d'ora in poi un comandante non dovrà più avere un potere assoluto». Sì, ma chi è Roberto Ferrarini? Che ruolo ha avuto la sera del naufragio della Concordia? L'uomo chiave delle telefonate smentite si trova da giorni al Giglio. Al riparo dietro le transenne e il dispiegamento di forze dell'ordine che presidiano il quartier generale di tende e baracche allestite verso il molo a sud dell'isola, Ferrarini coordina per Costa l'unità di crisi, accoglie i parenti delle vittime, segue le ricerche dei dispersi. Da giorni non legge i giornali, dice, scuote la testa quando sente le dichiarazioni rilasciate da Schettino e rimanda ogni commento ufficiale all'ufficio stampa dell'azienda. Come a dire: si segue la linea indicata da Costa. A colmare i vuoti saranno i tabulati delle conversazioni telefoniche, come sostiene l'avvocato di Schettino, Bruno Leporatti: «La verità sta lì, è tutto registrato». Tabulati in viaggio verso la procura di Grosseto, che ha acquisito anche l'hard disk di bordo, i video delle telecamere della plancia di comando, oltre ai documenti, alla cassaforte ed alle valigie del comandante, recuperati ieri dalla nave. Una difesa, parziale, del comandante arriva dalle rilevazioni dell'Ais, spiegate da Giovanni Luca Barbera, direttore per il Mediterraneo della compagnia di navigazione svedese Wallenius. «Si capisce - spiega - che il comandante ha effettuato la migliore manovra di salvataggio per evitare l'affondamento della nave e salvare così molte vite umane». Intanto, contro i domiciliari dati al comandante la procura di Grosseto ha presentato ricorso al tribunale del Riesame di Firenze. ©RIPRODUZIONE RISERVATA