«Soldi per il chirurgo», ma è una truffa

di Maria Fiore wPAVIA Si era fatta dare dal suo fidanzato, un imprenditore di 58 anni, una cifra di 130mila euro per fare una delicata operazione chirurgica in Svizzera. Così almeno la donna, una 36enne che abita a Pavia in piazza Emanuele Filiberto, aveva motivato quella richiesta di denaro. E il suo partner, viste le ragioni, non aveva esitato un solo momento: attraverso una scrittura privata le aveva fatto avere la cifra. Poi, come ogni fidanzato avrebbe fatto, nei giorni dell'intervento si era preoccupato delle condizioni di salute della donna, a cui aveva anche tentato di far recapitare dei fiori nella clinica svizzera. Ma alla Clinique des Grangettes, a Ginevra, il nome della donna non era tra le pazienti. L'idea di essere stato ingannato non gli aveva dato pace. Aveva continuato a cercarla e solo in questo modo aveva scoperto che, proprio nei giorni in cui la donna avrebbe dovuto essere ricoverata in Svizzera si trovava invece a Bergamo, dove era stata nominata vice presidente di una ditta di energie rinnovabili. I soldi, secondo quanto ricostruito a processo, le sarebbero serviti proprio a questo scopo. Questa è la versione della denuncia, che però ha convinto il giudice del tribunale di Pavia, Luigi Riganti. La donna, di origini cubane ma domiciliata a Pavia, è stata così condannata per truffa a 10 mesi di reclusione e al pagamento di 600 euro di multa. Il processo, che si è chiuso pochi giorni fa, era nato proprio dalla denuncia dell'uomo, dopo la scoperta di essere stato truffato. Un duplice inganno, evidentemente, visto che i due avevano un legame sentimentale. Un rapporto finito intorno alla metà di settembre del 2009, quando l'imprenditore scopre il raggiro. Qualche mese prima, la sua fidanzata le aveva fatto una richiesta particolare: aveva bisogno di 130mila euro per fare un delicato intervento in Svizzera, che poteva essere fatto solo a pagamento. L'uomo non aveva avuto nessuna esitazione. Nel giro di qualche settimana aveva consegnato il denaro. All'inizio sono 110mila euro, poi altri 20mila, che vengono versati direttamente sul conto. L'intervento è fissato a settembre del 2009. Lui, in quei giorni, la chiama e chiede di poterla andare a trovare in ospedale, ma lei accampa una scusa e dice di non volerlo ricevere. A questo punto lui decide di inviarle dei fiori. Ma quando il corriere arriva in clinica c'è un problema: il nome di quella donna non si trova nell'elenco dei pazienti ricoverati. L'imprenditore non sa cosa pensare, ma decide di andare a fondo della questione e di capire cosa è accaduto. Scopre che proprio qualche giorno dopo la presunta data dell'intervento, cioè nel periodo in cui avrebbe dovuto essere convalescente, la donna si trovava a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, dove era stata appena nominata socia e vice presidente di una ditta che si occupa di energie rinnovabili. Una scoperta che ha fatto partire subito la denuncia e le verifiche della guardia di Finanza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA