«Molestie, io ho pagato». Ma Tar gli dà torto

PAVIA Era stato denunciato due volte dalla vicina di casa per stalking. Ma Domenico P., un pavese di 58 anni, aveva deciso di chiudere la faccenda prima che approdasse in tribunale, decidendo di risarcire la presunta vittima con 12mila euro. Un risarcimento che l'uomo immaginava bastasse anche a far ritirare il provvedimento di ammonimento del questore, adottato mesi dopo quel risarcimento. Ma il Tar, a cui si era rivolto chiedendo l'annullamento del provvedimento, gli ha dato torto. Quella misura, secondo il tribunale regionale, sarebbe giustificata dalla ricostruzione fatta dalla vittima, al di là dell'accertamento penale della verità. Quindi anche in assenza di una sentenza. Il provvedimento del questore era stato adottato a gennaio, su richiesta della vittima. Secondo la donna, il vicino di casa avrebbe messo in atto per anni nei suoi confronti comportamenti persecutori: minacce verbali, anche mostrando un pistola, atteggiamenti intimidatori, appostamenti vicino all'abitazione della donna e danneggiamenti. I comportamenti, secondo il racconto della donna, sarebbero proseguiti anche nei mesi successivi al pagamento di un risarcimento con cui l'uomo aveva ottenuto il ritiro di due querele, presentate dalla vittima nei mesi precedenti. Il Tar ha fatto riferimento anche alle testimonianze dei familiari della donna, che hanno confermato il clima di paura e di angoscia in cui tutta la famiglia si sarebbe trovata a vivere. Un quadro che, secondo il tribunale, che ha respinto la richiesta dell'uomo, basterebbe a mantenere in vigore l'ammonimento del questore. (m. fio.)