Febbre da gioco, Pavia è la capitale
di Maria Fiore wPAVIA Febbre da gioco. E il termometro sale soprattutto a Pavia. Secondo le stime dell'agenzia Agicos è questa la città in cui si spende di più per tentare la fortuna: in media 2.900 euro l'anno pro capite. Una cifra che potrebbe essere simile a quella che un cittadino medio investe per pagarsi le rate di un'automobile nuova o l'affitto della casa. E che supera di gran lunga anche la spesa media delle città più tradizionalmente legate al gioco, come Napoli. Dove, comunque, nel solo 2011 sono stati spesi quasi 3 miliardi e mezzo di euro in scommesse, gratta e vinci e macchinette. A Pavia, che per spesa complessiva è al settimo posto della classifica tra tutte le città italiane, si è giocato nello stesso anno per un miliardo e 450 milioni di euro. In vetta c'è Milano, con 5 miliardi e 650 milioni di euro. Numeri da capogiro, che stanno spingendo la prefettura di Pavia a monitorare di più il fenomeno. Al momento non abbiamo dati ufficiali su cui riflettere – dice il vice prefetto Rinaldo Argentieri –. Solo i monopoli di Stato potrebbero fornire numeri certi su questo fenomeno. Certo, la percezione è di un aumento esagerato del gioco, ma non siamo in grado di dire se a Pavia si spenda più o meno di altre città. Un contributo all'aumento di coloro disposti a investire un mare di soldi per tentare la sorte sembra averlo fornito anche internet. E' sempre più frequente il ricorso al gioco on line – dice Simone Feder, responsabile dell'area Dipendenze della Casa del giovane –. Il fenomeno acquista proporzioni preoccupanti soprattutto tra i giovani e giovanissimi. C'è chi arriva a investire la paghetta, ma anche ragazzi che trafugano la carta di credito dei genitori per giocare in rete. A volte emulano comportamenti degli stessi genitori, che in alcuni casi non hanno problemi a giocare perfino insieme ai figli. Si mettono così in campo comportamenti scorretti, che possono fare grandi danni alle giovani generazioni, creando serie dipendenze. Ogni giorno tocchiamo con mano situazioni di isolamento e solitudine di ragazzi che si chiudono in casa e davanti al computer sperimentano in modo compulsivo il gusto e il brivido della scommessa e della vincita. Ma non sono a rischio solo i giovani. Al Serd, che si occupa di dipendenze, si registra un'impennata di richieste di aiuto da parte di adulti. Alcuni entrano in comunità, altri arrivano a perdere il lavoro – spiega Feder –. In alcune case cominciano a sparire i risparmi e perfino i gioielli. Non sono solo uomini: l'aumento riguarda le donne anziane. Pensionate che magari sperano in una vincita dopo una vita di sacrifici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA