Pd e Pdl, timori per le misure di Monti

di Gabriele Rizzardi wROMA Avanti tutta sulle prime misure anticrisi sapendo che c'è tempo solo fino a domenica sera per raggiungere l'intesa con i partiti, che temono una manovra "lacrime e sangue" e restano in trepidante attesa. Mario Monti accoglie con grande soddisfazione il primo via libera al pareggio di bilancio in Costituzione e, con una nota, spiega che la vastissima maggioranza che ha detto sì testimonia la ferma volontà del Parlamento e di tutto il paese nel proseguire sulla strada del risanamento strutturale della finanza pubblica. Anche la manovra economica sarà approvata con numeri da maggioranza bulgara? Il premier lo auspica e insieme ai ministri Fornero, Moavero e Passera, continua a lavorare alla stesura dei provvedimenti che saranno portati in consiglio dei ministri lunedì prossimo. Domenica mattina, invece, il premier illustrerà le linee guida della manovra ai sindacati, agli imprenditori, ai commercianti ma anche alle Regioni e ai Comuni. L'annuncio, che è stato formalizzato ieri sera, ha fatto andare su tutte le furie il Carroccio. Un incontro del premier con i presidenti delle Regioni domenica mattina significa dichiarare guerra alla Lega perché quel giorno si riunirà a Vicenza il parlamento della Padania spiega, furioso, il governatore del Veneto, Luca Zaia. L'Italia ce la farà a superare la crisi? La situazione è certamente grave e nei palazzi della politica la tensione sale alle stelle. Ma a riportare un po' di calma e di fiducia ci pensa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: C'è bisogno di un grande sforzo politico, morale, sociale per affrontare questa grave crisi che dobbiamo riuscire a vincere. E l'Itaia certamente ce la farà. Nell'attesa di conoscere le prime misure, i partiti pensano alla linea da tenere in Parlamento. Sulle pensioni, il Pd si prepara ad ingoiare il "rospo" e insiste sulla patrimoniale che una parte del Pdl non vorrebbe. Pier Luigi Bersani torna a ripetere che le misure dovranno essere eque e non recessive e assicura che i democratici sosterranno lealmente il governo anche se non farà il cento per cento di quello che farebbero loro. Ma Bersani chiede anche attenzione per le proposte del suo partito: Non si tratta di porre condizioni ma di dire le proprie idee. Noi le abbiamo. Le presenteremo e ci aspettiamo che non si rimanga sordi e disattenti. L'Idv aspetta Monti alla prova dei fatti. Di Pietro insiste sulla patrimoniale e ritiene non necessaria la riforma delle pensioni. L'Udc sembra invece disposta a concedere a Monti un assegno in bianco e bacchetta Bersani. Monti sa che la recessione non serve taglia corto Casini. Ad essere diviso è invece il Pdl. E Berlusconi, che deve riuscire nel doppio salto mortale di appoggiare il governo e nello stesso tempo prepararsi alla campagna elettorale, è costretto a mediare. La partita si gioca tra gli ex An, che non sono contrari alla patrimoniale e sono disposti ad ingoiare la nuova Ici, e gli ex Fi, che non hanno nessuna intenzione di colpire i grandi patrimoni e, con Fabrizio Cicchitto, segnalano l'iniquità dell'Ici sulla prima casa. Il Cavaliere ha affidato ad Angelino Alfano il compito di gestire i rapporti diretti con Monti. Per ora ci sarebbero solo consultazioni telefoniche ma non è escluso che nelle prossime ore ci possano essere incontri riservati. C©RIPRODUZIONE RISERVATA