Il contadino del 2012 arriva dall'estero
PAVIA Sempre più operai agricoli extracomunitari nella vendemmia, nella mungitura e nella monda del riso, dove la figura storica della mondina è stata sostituita dai cinesi. Anche il numero degli addetti italiani nelle campagne della provincia di Pavia è in crescita, ma questo fenomeno è più che altro legato all'accorpamento delle aziende agricole, con la scomparsa di quelle di minori dimensioni. Nel 2010 le giornate-lavoro degli operai agricoli, il dato statistico utilizzato dagli istituti di previdenza, in provincia sono state 669.500, 12mila in più rispetto all'anno precedente. Più complicato calcolare le giornate-lavoro degli extracomunitari, assunti a tempo indeterminato, come i mungitori delle stalle bovine, o determinato, come gli stagionali della vendemmia. Secondo gli esperti, comunque, la manodopera straniera rappresenta circa il 10 per cento della forza lavoro in agricoltura, sia a livello nazionale sia locale: a questi, però, bisogna aggiungere un numero altrettanto rilevante di lavoratori provenienti da Paesi neo-comunitari, in particolare da Romania, Slovacchia e Polonia. Tra quelli extracomunitari si stabilizza il numero di albanesi e di cittadini dell'ex Jugoslavia, mentre aumentano gli asiatici (India) e i nordafricani (Marocco). In provincia di Pavia sono molti i settori agricoli in cui i lavoratori immigrati sono una componente significativa come nel caso della raccolta della frutta, nella vendemmia dell'uva o nella monda del riso dove i cinesi dimostrano capacità particolari, fino agli allevamenti in cui, a svolgere l'attività di bergamini, gli addetti alla stalla, sono soprattutto gli indiani, mentre i macedoni sono coinvolti principalmente nella pastorizia – commenta Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti di Pavia – La presenza di lavoratori immigrati è divenuta una risorsa per le produzioni di qualità del nostro territorio. La novità di quest'anno è che nel decreto di immigrazione sono presenti anche 4mila quote per la conversione dei permessi stagionali in permessi di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale. Un'opportunità importante anche per il settore agricolo perché si tratta di lavoratori con cui le aziende del settore hanno instaurato nel tempo un rapporto di reciproco affidamento, che va ben oltre la previsione normativa della sussistenza di un solo precedente rapporto, ma che, in molti casi, risale a diversi anni. Anche l'Unione agricoltori di Pavia, con il direttore Luciano Nieto, conferma: I lavoratori extracomunitari rappresentano una risorsa importantissima per le imprese agricole che ricorrono a loro sempre più spesso. L'agricoltura, sia nazionale sia provinciale, sta attraversando una fase di ristrutturazione che registra l'accorpamento delle aziende agricole e una sempre maggior richiesta di manodopera dipendente, con un parallelo calo di lavoratori autonomi, cioè i titolari di aziende agricole. L'unico dato positivo che fa emergere l'Unione agricoltori è legato all'occupazione giovanile. Il 50% di chi lavora in agricoltura ha meno di 40 anni e la metà di questi è sotto i 29 anni: d'altronde anche il boom registrato dalle iscrizioni alle facoltà di Agraria prova che oggi l'agricoltura offre possibilità di lavoro, anche dipendente, interessanti e stimolanti, conferma il presidente Walter Cibrario. Umberto De Agostino