Belgioioso, multato picchia la vigilessa

CERTOSA Furibondo litigio, ieri, tra due conviventi di Certosa al Pronto soccorso del San Matteo. E' dovuta intervenire la polizia per evitare che i due venissero alle mani. Gli agenti della squadra volante sono stati costretti ad allontanarsi tra lo stupore del personale. La vicenda è iniziata ieri quando un uomo ha chiesto l'intervento del 118 perchè aveva accusato un malore alla stazione ferroviaria di Pavia. E' stato caricato sull'ambulanza ed è stato portato in ospedale. Era ubriaco e, all'inizio, le sue condizioni sembravano piuttosto gravi. Invece al Pronto soccorso si è ripreso ma i problemi sono iniziati quando è arrivata la convivente. I due hanno litigato e si sono scambiati accuse. Hanno alzato il tono della voce e gli infermieri li hanno invitati a parlare a bassa voce. Ma non c'è stato nulla da fare, il litigio era sempre più forte La polizia li ha così allontanati dall'ospedale. BELGIOIOSO Una vigilessa in servizio viene aggredita e presa a sberle per aver inflitto una multa di 80 euro per divieto di sosta. E, insieme a lei, al pronto soccorso, è finito anche un giovane di Belgioioso, intervenuto in suo aiuto. La denuncia, nei confronti di un uomo di 38 anni, che nel centro della Bassa era solo di passaggio, è partita d'ufficio per oltraggio a pubblico ufficiale. L'uomo, dopo l'aggressione, è fuggito, diretto verso la provinciale per Cremona, passando con il semaforo rosso e "quasi provocando un incidente", raccontano alcuni testimoni. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della stazione di Belgioioso che, dalla targa dell'auto, una Ford Focus, sono risaliti al nome del conducente. L'episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì. S.L., unico agente di polizia locale in servizio, a causa della riduzione del personale dovuta al periodo estivo, verso le 17 rientra al comando dopo il consueto giro di controllo per il paese. Vede un'auto parcheggiata sulle strisce pedonali, vicino al municipio, dove si trova la sede della Polizia locale. Compila la contravvenzione che pone sul parabrezza della Ford ed entra al comando. Dopo un quarto d'ora, racconta la vigilessa, sente picchiare alla porta, con insistenza. I colpi proseguono per oltre mezz'ora. Non apre. Poi silenzio. Tutto sembra tornato alla normalità e l'agente, dopo le 18, esce dal comando. Non si aspetta che, ad attenderla, vi sia ancora il conducente della Focus. Un uomo tarchiato, massiccio, descrivono i testimoni. Si avvicina e chiede spiegazioni per la multa ricevuta che sostiene essere ingiusta e indica la sua auto, parcheggiata sullo spazio riservato al carico e scarico delle merci, zona vietata, ma in questo caso la contravvenzione prevista dal codice della strada è solo di 39 euro. Ne nasce una discussione, intervengono alcune signore che avevano visto la Ford parcheggiata sul passaggio pedonale, l'uomo si altera, inveisce contro l'agente che nel frattempo gli chiede i documenti, si fa più fitto il capannello di gente incuriosita dalle urla di quel signore che gli ottanta euro della multa proprio non li voleva pagare. L'uomo sale in auto urlando "parole incomprensibili", racconta la vigilessa che gli chiede se è straniero. Sono italiano, risponde scendendo e si dirige verso la donna, la spintona e la schiaffeggia. Interviene un giovane che cerca di separarlo dall'agente, ma in cambio ottiene un pugno, sferrato con forza. Ne nasce una violenta colluttazione, i due cadono a terra e rotolano sulla strada, fino a quando l'uomo, che sembra avere la peggio, molla la presa, ma prima di allontanarsi si dirige verso la vigilessa e le infligge un colpo di karate sul collo. Poi fugge e da via Garibaldi svolta in via XX Settembre, sulla provinciale, senza attendere che il semaforo diventi verde. Ha quasi causato un incidente – spiega il sindaco Fabio Zucca -. Si tratta di un episodio gravissimo, segnale di un'inciviltà sempre più diffusa. La vigilessa ha svolto il suo dovere, ha inflitto una sanzione, il codice stradale va osservato e chi lo viola, deve prendere atto delle conseguenze. Ancora sotto choc l'agente a cui i medici del pronto soccorso hanno diagnosticato una prognosi di 7 giorni per distorsione della rachide cervicale. Mi sono molto spaventata – ammette – e sono amareggiata. Sono particolarmente grata a quel giovane che ha preso le mie difese, non so cosa mi sarebbe potuto capitare. Stefania Prato