«Affitto, bollette e alimentari se ne vanno 500 euro al mese»

PAVIA Affitto e bollette. Sono queste le spese che pesano di più sul portafoglio degli studenti fuori sede. Ma poi ci sono le tasse universitarie, i libri e il cibo. E gli extra, che vanno dalla cena in pizzeria al cocktail del mercoledì sera. Ogni ragazzo che viene da un'altra città e si stabilisce a Pavia per studiare arriva a spendere 500 euro in un mese. Per me la spesa più alta è l'affitto – dice una ragazza mentre osserva gli annunci delle case –. Ora vivo in una singola. Ma per settembre voglio trovare una doppia, per spendere qualcosa di meno. Gli affitti a Pavia non sono certo bassi: per una camera singola si va dai 250 euro in su. Più contenuti invece i prezzi delle doppie, che partono dai 170 euro al mese. Gennifer Trupia viene da Agrigento, e a Pavia studia per diventare infermiera: Ora vivo vicino a corso Garibaldi insieme a un'altra ragazza, e paghiamo 230 euro di affitto. – dice–. Prima di questa ho cambiato altre due case, e gli affitti variano molto da zona a zona. In periferia infatti i prezzi sono molto più bassi che in centro storico: A città giardino pagavo meno di 200 euro al mese – racconta la studentessa –. Però era più scomodo rispetto ad ora: preferisco stare qui e pagare qualcosa di più. Ma sia in centro che in periferia, a volte capita di vedersi aumentare l'affitto da un anno all'altro: Il padrone di casa mi ha appena detto che da settembre dovrò pagare 50 euro in più al mese, dice una ragazza originaria di Varese che vive in via Maffi. Alle spese per la casa bisogna poi aggiungere tutte le bollette, dall'acqua al spazzatura, dal gas alla luce. Nel periodo invernale per il riscaldamento arrivo a spendere un centinaio di euro al mese, dice Salvatore Sillitti, anche lui originario della Sicilia. Eppure sono in tanti i ragazzi che decidono di trasferirsi a vivere a Pavia. E non vengono solo da lontanissimo: Per la laurea specialistica ho deciso di trasferirmi in città – spiega Alessandra Lanfranchi, che è originaria di Bressana –. E' vero, ci sono più spese che a stare in casa dei genitori. Però volevo avere più autonomia. Oltre alle spese inevitabili come l'affitto e le bollette, ci sono anche quelle necessarie per l'università. Le tasse pesano tanto sul portafoglio degli studenti ma di solito le pagano direttamente i genitori. Quelle che incidono di più sono le spese per i libri – dice Francesco, che fa il secondo anno di Scienze Politiche –. Costano tantissimo. E dunque si va in cerca della copisteria più economica. Ma nonostante tutte queste spese, gli studenti fuori sede non rinunciano a qualche extra. Esco il mercoledì o il venerdì sera – dice Luciana Armiento, che viene da Potenza –. Vado a bere qualcosa, e di solito spendo una decina di euro. Molto di più se andiamo a mangiare fuori. Gabriele Conta