Lavori al ponte di chiatte «Uno spreco di denaro»

BEREGUARDO Scricchiola il ponte di chiatte che collega i tettoritori di Bereguardo e Zerbolò al passaggio delle auto. Il ponte si alza, le chiatte sono sollevate dai cumuli di ghiaia, poi ridiscende, quando le basi ritrovano l'acqua del fiume su cui galleggiare. Le travi in alcuni punti si alzano, in altri sono divelte, in altri ancora mancano. E i residenti puntano il dito contro lavori da poco terminati e costati alla Provincia oltre 2 milioni di euro: la realizzazione di una soglia sommersa, una sorta di diga che avrebbe dovuto permettere la distribuzione uniforme delle acque, consentendo alle chiatte di farsi cullare dal Ticino. Denaro dei contribuenti sperperato, attacca Mario Frigerio che rappresenta alcuni residenti di Parasacco e Zerbolò. Hanno promesso che le chiatte avrebbero galleggiato e invece ora, dopo l'intervento di un paio di anni fa, la situazione è peggiorata, il ponte si sfascia per circa tre quarti della sua lunghezza resta incagliato tra la ghiaia. Prima, verso Bereguardo, la salita era dolce, ora invece le auto sembra che si arrampichino su montagne russe e il peso dei mezzi scardina le travi. di Mario Frigerio insieme ad altri abitanti della zona e al Comitato Ticino 2000 da tempo porta avanti una battaglia per salvare il ponte. Chiedono di restituire dignità ad un luogo di indiscusso valore paesaggistico. La Provincia continua ad effettuare rappezzi che non risolvono il problema, afferma Frigerio raccogliendo da terra un blocchetto d'acciaio che si è staccato. Probabilmente era già stato saldato, se ne vedono i segni – spiega – ma adesso ha perso di nuovo i bulloni, forse per l'attrito eccessivo. Pensano al prossimo inverno gli abitanti della zona. Siamo preoccupati. La corrente non avrà mai la forza necessaria per spostare questa quantità di ghiaia e temiamo che le chiatte, verso la sponda di Bereguardo, non riusciranno a galleggiare, danneggiate inesorabilmente dall'attrito con il fondale. Poi il problema della rampa verso Zerbolò. Il grigliato, completamente usurato, è stato sostituito – afferma Frigerio – ma solo nella parte della salita. In inverno, con il maltempo, le gomme delle auto scivoleranno in avanti e resterà ancora il problema della sicurezza di chi transita. Da Piazza Italia spiegano che il problema della ghiaia non è risolvibile, la Regione impedisce la regimentazione. E aggiungono: E' un problema storico, la richiesta era quella di tenerla in vita perché si tratta di un'attrazione turistica e questi sono i risultati. Il vecchio ponte, sostituito dal nuovo, però ha sempre galleggiato – insiste Frigerio – e vi passavano anche gli autobus di linea, mentre ora Parasacco è tagliata fuori dal mezzi pubblici. Stefania Prato