«E ora parte la battaglia per la ri-pubblicizzazione»

ROMA Vinta la grande battaglia, si va alla guerra. I poteri forti non cederanno alla democrazia facilmente, ma bisogna avviare i percorsi: se c'è una "multiutility" come Acea, bisogna scorporare il servizio idrico, che va passato ai Comuni consorziati. Marco Bersani, leader del Forum per l'acqua pubblica, esulta, ma sa che la strada è ancora lunga. E adesso? Essendo abrogato il decreto Ronchi serve una nuova normativa per ri-pubblicizzare il servizio. Una nuova legge di iniziativa popolare scritta da noi, per cui sono state raccolte 400 mila firme, è già in Parlamento. E' stata consegnata nel 2007 a Prodi, che l'ha messa nel cassetto. Berlusconi l'ha sepolta sotto gli armadi. Niente più spa, quindi. Qual è la vostra proposta ? Noi vogliamo aziende speciali consortili che, essendo di diritto pubblico, non hanno come fine il profitto. La gestione torna ai consigli comunali e servono percorsi per la partecipazione diretta dei cittadini. E il rischio di inefficienze ? Le gestioni privatistiche non hanno comportato miglioramenti, gli investimenti negli ultimi dieci anni sono crollati a un terzo rispetto alle municipalizzate. Noi abbiamo presentato anche un progetto per il finanziamento del servizio: parte dei costi dovrebbe essere coperta con le tariffe, parte con la fiscalità generale e, se investimenti vanno fatti, ci sono meccanismi di finanza pubblica come il prestito irredimibile, titoli di Stato a interesse perpetuo che non comportano restituzione del capitale. Così si possono raccogliere 2 miliardi l'anno per 20 anni per rifare gli acquedotti. E le tariffe? Con l'abrogazione della norma sul profitto dei gestori, già da domani in teoria dovrebbero essere ridotte del 7%. Noi chiediamo che in tutti gli Ato si facciano subito assemblee per stabilire tempi e modi della modifica del sistema. Ai gestori privatistici o quotati in borsa diciamo: non giochiamo col trucco che non cambia nulla.(m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA