Scagionati i germogli di soia In arrivo gli indennizzi Ue
ROMA Non sarebbero i germogli di soia l'origine del batterio-killer che ha già contagiato 2.300 persone. Il ministero dell'Agricoltura della Bassa Sassonia ha reso noto che i test preliminari effettuati su 23 dei 40 campioni sequestrati nell'azienda del villaggio Bienenbuettel hanno dato esito negativo. La ricerca dell'origine dell'infezione dovrà quindi proseguire in altre direzioni. Intanto, la Commissione Europea ha annunciato che chiederà agli Stati membri di approvare indennnizzi agli agricoltori che hanno subito perdite per il calo delle vendite di ortaggi dovuto all'emergenza. La presidenza ungherese dell'Ue ha deciso di convocare per oggi a Lussemburgo un consiglio straordinario dei ministri Ue dell'Agricoltura per fare il punto della situazione. Nonostante l'esito negativo dei test, il ministero dell'Agricoltura tedesco ha comunque deciso di mantenere l'allerta su germogli di soia, cetrioli, pomodori e lattuga soprattutto nel nord del Paese. Le autorità sanitarie tedesche stanno inoltre esaminando anche un possibile collegamento con la Cina per accertare la fonte dell'epidemia. Intanto è salito a 24 il numero dei morti: una donna di 90 anni deceduta nello Schleswig-Holstein è diventata la ventitreesima vittima in Germania mentre l'unico morto al di fuori del Paese era stato registrato in Svezia. E il contagio si estende: le autorità sanitarie polacche hanno confermato il primo contagio (una donna residente nella regione di Amburgo e ricoverata il 23 maggio a Szczecin) e c'è un caso anche in Lussemburgo su una donna di 50 anni, già fuori pericolo, rientrata da un soggiorno in Germania. La frutta e la verdura italiane non hanno nessun tipo di rischio: questo il messaggio ribadito ieri dal ministro alla salute Ferruccio Fazio. Sta di fatto che l'allarmismo continua a far danni al made in Italy alimentare: secondo la Coldiretti potrebbe sfiorare i 100 milioni di euro.(m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA