Spazzini in sciopero, allarme rifiuti

BR bVOGHERA. /bb«Faremo diventare Voghera come Napoli, con i rifiuti in strada». La minaccia non è campata per aria. Il 6 giugno, all'indomani della fiera, gli spazzini Asm inizieranno a incrociare le braccia.BR /b Nessuno passerà raccogliere le cartacce e quant'altro ingombrerà l'ex caserma, cuore della manifestazione fieristica, e le strade adiacenti, invase fino alla sera prima dalle bancarelle ambulanti e da migliaia di visitatori. I 69 lavoratori dell'igiene urbana Asm sono consapevoli del disagio che procureranno alla cittadinanza, si scusano («Distribuiremo anche dei volantini per spiegare le ragioni della nostra protesta), ma sono decisi a giocare fino in fondo la partita contro l'azienda. Ieri mattina, la partecipazione all'assemblea è stata compatta. E pressochè unanime il si al pacchetto di tre giorni di sciopero. Non ha fermato la protesta, anzi in qualche modo l'ha inasprita, la decisione della sera prima del dg Pierani di riconoscere gran parte del premio di produzione, uno dei nodi principali del contenzioso, 700 euro lorde annue che già oggi gli operai e gli autisti in tuta arancione si ritroveranno in busta paga. La mossa a sorpresa non ha disinnescato la bomba, ma piuttosto sparso benzina sul fuoco. «E' vergognoso che l'azienda ci ponga di fronte al fatto compiuto, senza neppure informarci», urla Gioacchino Insalaco, delegato Cgil che sventola un foglio con su stampato «Vogliamo i nostri soldi».BR L'assemblea ribollente di rabbia è condotta con pugno fermo da Oreste Negrini, il sindacalista della funzione pubblica Cgil in prima linea nella vertenza. «Queste persone - sbotta - fanno un lavoro duro, che debilita, e meritano rispetto. Hanno posto delle questioni serie, che riguardano direttamente il loro mestiere, ma ottenendo solo risposte evasive. Chi conduce questa azienda dovrebbe pensare a far funzionare al meglio i tanti servizi che gestisce, e non a fare politica, come sembra che sia da qualche mese. Asm non voleva l'accordo ma una prova di forza: l'ha ottenuta». Stoccata per Pierani e il presidente leghista Musti. I punti controversi sono noti: premio di produzione, scatti di carriera, spogliatoi sporchi, fatiscenti e con armadietti solo per un terzo del personale, autolavaggio privo di vasca di raccolta delle acque di scarico («Ma a chi toccava ispezionare, lo ha fatto davvero? - si chiede Negrini - Qui ci sono situazioni potenzialmente a rischio per la salute, non si può voltarsi dall'altra parte...»). Il sindacato preannuncia una lettera denuncia al prefetto, mentre continua lo stato di agitazione con blocco immediato degli straordinari. Accanto a Negrini, i delegati: Insalaco, il figlio Eros e Roberto Politano per la Cgil, Osvaldo Olivieri e Pietro Truglio per la Cisl, Claudio Antonelli per la Uil.BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P

Roberto Lodigiani