Trombosi, il farmaco si paga
b PAVIA./bb Il ticket per una confezione di eparina, il farmaco prescritto per scongiurare la trombosi, è di due euro. Se il paziente dovesse pagare di tasca propria le sei fiale di una scatola ne sborserebbe 32. E per qualche settimana di cura - come in genere viene richiesto dopo alcuni interventi chirurgici - il conto comincia a farsi salato. Ma questo è il rischio che in provincia di Pavia corrono centinaia di persone. L'Asl, adeguandosi al resto della Regione, ha elaborato un tabella che indica per quali patologie è possibile prescrivere eparina a basso peso molecolare.BR /bI medici di famiglia devono individuare tra 24 caselle presenti sulla tabella quella giusta per poter prescrivere il farmaco al paziente. Altrimenti potranno anche rifiutarsi di farlo e al malato non resterà che andare in farmacia con il foglietto bianco e pagarsi la cura. «Ma prima dovrà anche firmare un consenso informato» precisa Claudio Rovescala, segretario della Fimmg, federazione medici di medicina generale. Il sindacato sta distribuendo manifesti da appendere negli ambulatori e ha chiesto un intervento dell'Ordine dei medici. Troppo restrittive e vincolanti le nuove indicazioni, sostengono i medici di base che ritengono di trovarsi alle prese con un nuovo orpello burocratico. Se sgarrano il Siss, sistema informatico del servizio sanitario, se ne accorge.BR In questi giorni stanno tempestando di chiamate il centro dell'ambulatorio di Malattie Tromboemboliche del San Matteo, punto di riferimento nazionale per la diagnosi e la cura della trombosi. «La tabella è fondamentalmente corretta - riflette il direttore del centro, il professor Franco Piovella -. Ma ha messo in fila le indicazioni dei foglietti illustrativi dei farmaci in commercio, creando dubbi e disorientamento nei medici. Andrebbe ripensata». Eppure, replica l'Asl, «questa tabella è stata elaborata per aiutare i medici, non per danneggiarli».BR «Abbiamo fatto una ricognizione dei principi attivi registrati sul territorio nazionale, quelli che garantiscono efficacia e sicurezza - spiegano al servizio Farmaceutica - E ci siamo consultati con il settore ospedaliero». Un modo per razionalizzare i costi? «No - dicono all'Asl - solo favorire un corretto uso del farmaco». Il 'bugiardino" indica le applicazioni già sdoganate dall'Aifa, agenzia internazionale del farmaco. Escludendo però le sperimentazioni, frutto della ricerca che in molte strutture ospedaliere e universitarie pavesi è all'avanguardia.BR