Nuove dipendenze da studiare

b PAVIA. /bIl punto di partenza è questo: un 14enne su quattro si è già ubriacato almeno una volta. Si parte da qui per istituire il tavolo permanente sulla prevenzione delle dipendenze e si parte da qui per portare avanti il progetto «Meno alcol più vita». Comune, università e Casa del giovane insieme per studiare il mondo dei giovani e intervenire. Primi passi nel 2009. «A Milano il sindaco Moratti aveva deciso di intervenire con le sanzioni, noi abbiamo invece iniziato un percorso di formazione, per aumentare la consapevolezza dei ragazzi», spiega Rodolfo Faldini, assessore alle politiche giovanili. Cinquemila questionari, in sette scuole medie e superiori e tre circoli didattici, domande per bambini, ragazzi e genitori per dare numeri e forma al fenomeno del baby alcol.BR Dopo i dati le attività. Laboratori per formare dei tutor: ragazzi che spiegano ai loro coetanei quali sono i rischi per chi abusa di bevande alcoliche. E' la peer education, che a Pavia su questo progetto rigurda circa duecento studenti. Il primo bilancio sulle attività sarà presentato il 13 maggio al Salone del libro di Torino, quando Simone Feder (psicologo alla Casa del giovane) e Maria Assunta Zanetti (dipartimento di psicologia dell'università) presenteranno il libro «Meno alcol più vita». Sarà poi organizzato un evento conclusivo nei mesi estivi, con la possibilità di far raccontare ai giovani tutor quello che hanno imparato.BR Il progetto andrà avanti ancora. I dati sul consumo di alcol disegnano una situazione preoccupante. Ma ci sono anche altre dipendenze da monitorare. E sarà questo l'obiettivo del terzo anno. Consegnare a bambini, ragazzi e genitori questionari con domande per capire mappare le dipendenze a Pavia. Quali? Gioco patologico (macchinette, ma anche videogiochi), internet, studiando per esempio come i giovanissimi si relazionano ai social network. E poi sostanze stupefacenti e disturbi alimentari. A questo nuovo studio si affiancheranno laboratori e incontri informativi e formativi per insegnanti e genitori. Per aumentare il grado di consapevolezza. «Molti genitori pensano che questi problemi riguardino solo la famiglia accanto», sottolinea Faldini. Lo dicono anche i dati dei questionari. «Il divario tra le previsioni dei genitori e le risposte dei figli è maggiore nelle scuole medie - si legge nella relazione del monitoraggio - i genitori sottostimano non solo l'aver mai consumato alcolici, ma anche la frequenza del consumo da parte dei ragazzi della stessa età del proprio figlio». L'alcol usato per far presa sul gruppo di amici (nel 30% dei casi). L'alcol che per il 42% dei ragazzi ha portato a una ubriacatura, non una bravata, ma un qualcosa di già visto. Il tavolo permanente con Comune, ateneo, Casa del giovane e associazioni parte da qui. (ma.br.)BR