Insorti uccisi dalla Nato
BR bROMA. /b Di nuovo il 'fuoco amico" ha ucciso gli insorti che combattono il regime di Gheddafi e ancora il teatro della tragedia è stato Brega, la città petrolifera contesa tra i lealisti e i ribelli: i caccia della Nato hanno scaricato i missili sul terminale petrolifera di Sarir provocando cinque vittime, tra cui due ribelli (la Nato ha fatto sapere che farà un'inchiesta per verificare 'l'incidente"). Infuria la battaglia anche a Misurata, da 40 giorni sotto assedio degli uomini di Gheddafi, mentre dal caos generale che regna in Libia emerge il giallo sulla scomparsa di un commando delle forze speciali francesi nel deserto di Al Hamada Al Hamrah, ai confini con l'Algeria.BR I francesi sarebbero spariti da alcuni giorni, ma la notizia è venuta fuori soltanto ieri, costringendo la Nato a precisare che l'Alleanza «non ha truppe a terra» in Libia. Diverse inchieste giornalistiche fanno notare però che in Libia operano da tempo unità speciali, quelle francesi, appunto, ma anche i Sas britannici, gli agenti della Cia e i reparti dei 'servizi" spagnoli. Sono tutti in missione segreta: addestramento dei ribelli, ricognizione del terreno prima dell'intervento dei caccia e raccolta di informazioni sui movimenti delle truppe del Colonnello.BR Ma anche Reporters San Frontiers ha denunciato la scomparsa di 4 giornalisti: due americani, un sudafricano e uno spagnolo. I testimoni oculari hanno raccontato intanto di tre esplosioni alla periferia di Tripoli. C'è anche la notizia della fuga di un altro luogotenente del regime, l'ex ministro del petrolio Omar Fathi bin Shatwan, che ha trovato rifugio in Malta. Ma è in corso anche la fuga di migliaia di civili verso il nord da Ajdbiya mentre avanzano le truppe lealiste verso la città. L'Onu ha fatto un drammatico appello per un cessate-il-fuoco a Misurata, ridotta alla fame e alla disperazione.BR Si fa nel frattempo sempre più concreta l'ipotesi della concessione d'asilo a Gheddafi. Il prossimo mercoledi a Doha (Qatar) si riunisce il Gruppo di contatto sulla Libia per discutere delle modalità della concessione d'asilo e sarà presente per la prima volta anche l'Unione africana che ha mantenuto i suoi canali diretti con Tripoli. Dello stesso argomento hanno parlato a Washington anche Franco Frattini e Hillary Clinton: «Gheddafi sa cosa deve fare: ordini il cessate-il-fuoco, si ritiri dalle città che ha occupato, lasci il potere e lasci il paese», ha detto la Segretaria di Stato americano. Una secca replica anche alla lettera indirizzata da Gheddafi a Barack Obama, in cui chiedeva la cessazione dell'offensiva da parte della Nato: «Le parole non sono la stessa cosa delle azioni».BR P align=rightfont size=1© RIPRODUZIONE RISERVATA/font/P
Bijan Zarmandili