Migranti, è scontro con la Francia
BR bROMA. /bAlla fine il governo ha deciso. E proclamato lo stato di emergenza umanitaria ha concesso il permesso di soggiorno temporaneo agli irregolari tunisini sbarcati in Italia. Permesso che secondo Roma autorizza i tunisisni ada ndare in tutta Europa. Ma la Francia non ci sta ed è un braccio di ferro durissimo quello che si annuncia tra i due governi. Con il ministro Maroni che replica: «Se Parigi non ci sta, esca da Schengen».BR Lo scontro fra Parigi e Roma è tornato a divampare nella mattinata di ieri, proprio mentre Maroni riferiva alla Camera sull'emergenza sbarchi. A dar fuoco alle polveri una circolare, diramata dal ministero dell'interno francese a tutti i prefetti del paese, che richiama al rigido rispetto delle norme in vigore sull'immigrazione. Cinque punti per ricordare che tutti gli immigranti non comunitari provenienti da un paese dell'area Schengen possono entrare e soggiornare in territorio francese solo se muniti di un passaporto valido e di sufficienti risorse economiche. Poco più tardi è stato lo stesso ministro dell'interno francese, Claude Gueant, ha chiarire la posizione di Parigi e di un governo che per contenere 'la minaccia islamica" ha tra l'altro in programma di regolamentare l'attività di moschee e imam. «Un visto concesso da uno stato membro non basta per circolare all'interno dello spazio Schengen. Respingere chi non ha i requisiti richiesti è dunque un nostro diritto ed è ciò che faremo», ha detto Gueant, aggiungendo che la Francia «non ha intenzione di accogliere un' ondata di irregolari» e precisando che l'Italia dovrà comunque notificare ogni permesso concesso alla Ue.BR Maroni ha reagito stizzito alla presa di posizione francese: «C'è un atteggiamento di ostilità verso l'Italia. Ne riparleremo oggi a Milano, all'incontro bilaterare con Gueant e poi al vertice dei ministri dell'Interno Ue, programmato per lunedi in Lussemburgo».BR In quella sede l'Italia chiederà ai partner europei l'attivazione del meccanismo di protezione temporanea previsto dalla direttiva comunitaria 55 del 2001 che prevede la possibilità di redistribuire gli sfollati in tutti i paesi Ue che lo vogliono e che comunque incontra fortissime resistenze fra i 27. Il portavoce della commissaria Ue agli interni, Cecilia Malstrom, ha del resto confermato in serata che i visti provvisori concessi da Roma non danno automaticamente titolo a viaggiare in altri stati dell'Unione. Detto questo, ha precisato, resta auspiscabile e importante che Italia e Francia collaborino. «Ora più che mai nonostante le risposta non amichevole di Parigi», ha commentato anche il titolare della Farnesina, Franco Frattini. Dunque occhi puntati sul vertice che martedi 26 riunirà il presidente francese Nicoas Sarkozy e il premier Silvio Berlusconi: in agenda l'immigrazione, ma anche la Libia. Nel frattempo Maroni fa i conti: 21 mila tunisini arrivati a Lampedusa in tre mesi. Altri 2.300, invece, i profughi arrivati dalla Libia su dieci barconi.BR
Natalia Andreani